Qui il piccolo Seb divenne grande

2 Settembre 2015

La prima vittoria di Vettel con la Toro Rosso ex Minardi: e fu subito paragone con Schumi

Il Gran premio di Monza non è la gara di casa solo per la Ferrari. A dispetto della nazionalità infatti si può affermare che anche Sebastian Vettel, considerata l'incredibile assenza di una tappa tedesca dal calendario 2015, respirerà un’aria molto familiare. E non solo per il sostegno e la spinta che sicuramente gli daranno tutti i tifosi della Rossa, ma perché sul tracciato brianzolo ha colto nel 2008 la sua prima e fondamentale vittoria iridata.

La consacrazione. Quello svoltosi dal 12 al 14 settembre di quell’anno fu indubbiamente il weeekend che permise al tedesco di far prendere il volo alla sua carriera. Insomma, da quel giorno Sebastian comincio è assere Vettel. Certo gli sprazzi del suo talento erano già emersi in precedenza. Era salito per la prima volta su una Formula 1 nel 2006 come collaudatore della Bmw Sauber, conquistando subito il suo primo record: quello di pilota più giovane (aveva poco più di 19 anni) a guidare una monoposto del Circus. Nonostante stesse facendo da test-driver, era riuscito a farsi notare stampando tempi impressionanti nei test, a Istanbul prima e proprio a Monza poi. Nel 2007 era riuscito a far di più: correre il Gp degli Stati Uniti in sostituzione di Robert Kubica piazzandosi ottavo e andando così subito a punti. Dal Gp d’Ungheria, poi aveva sostituito stabilmente Scott Speed sulla Toro Rosso, scuderia erede della Minardi rilanciata in seguito all’acquisto della Red Bull.

In Cina aveva ottenuto un eccezionale quarto posto e la riconferma. Arriviamo quindi al 2008 quando, già ingaggiato dalla Red Bull come erede di un David Coulthard fresco di ritiro, vivrà a Monza la gara della sua consacrazione.

Monza bagnata, Monza fortunata. A caratterizzare quella tre giorni brianzola è la pioggia, che fa la prima comparsa il sabato delle qualifiche. Condizione che piace particolarmente a Vettel. Seb fa sua la pole position dominando sia la Q2 sia la Q1 e precedendo la McLaren di Heikki Kovalainen. Alla domenica, in una gara che, proprio a causa della fitta pioggia, prende il via in regime di safety car, Vettel difende e quindi mantiene fino al termine la prima posizione, divenendo così a 21 anni il più giovane pilota di sempre a vincere un Gran premio. È un vero e proprio dominio che, ad eccezione della grande rimonta di Lewis Hamilton destinato a vincere quell’anno il suo primo titolo, rende quasi noiosa una gara in cui, viste le difficili condizioni meteo, erano attesi molti colpi di scena. I primi paragoni col connazionale Michael Schumacher in quel momento appaiono un po’ prematuri, ma Seb da lì in poi comincerà a legittimarli perché, una volta passato alla Red Bull, dal 2010 al 2013 arrivano ben quattro titoli consecutivi, divenendo di diritto uno dei grandi della Formula 1.

Gli altri due sigilli. A Monza poi Seb ha vinto altre due volte, nel 2011 e nel 2013. E se una volta sedutosi al volante della Ferrari il tedesco ha dichiarato più volte di avere realizzato il suo sogno, vincere con la Rossa a Monza ne sarebbe di sicuro un degno coronamento. I ferraristi, a cinque anni dall’ultima vittoria qui del Cavallino con Fernando Alonso, incrociano le dita.

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