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1 Giugno 2015

ROSETO. Non si diradano le nubi sul futuro del Roseto Sharks. Non c’è stata infatti, la riunione tra sindaco e l’amministratore dell’Industrialesud, che sembrava dovesse tenersi entro la fine della...

ROSETO. Non si diradano le nubi sul futuro del Roseto Sharks. Non c’è stata infatti, la riunione tra sindaco e l’amministratore dell’Industrialesud, che sembrava dovesse tenersi entro la fine della scorsa settimana e che poteva essere, almeno nelle speranze dei tifosi biancazzurri, risolutiva per le sorti della squadra rosetana. Invece a livello ufficiale tutto tace e questo sinceramente non lascia ben sperare, soprattutto visto il lasso di tempo passato, almeno ad oggi, inutilmente. Il problema per gli Sharks sembra essere tutto nella delibera del Comune che ha impegnato fondi a sostegno della squadra per 40mila euro, somma lontana da quei 150mila euro di cui si era parlato più volte negli incontri. E poi è stata bocciata la proposta di istituire una tassa di soggiorno il cui gettito avrebe dovuto in parte finanziare gli Sharks. Una situazione d’impasse che proprio non ci voleva, soprattutto ripensando a quando, solo una settimana fa, sembrava che tutti i pezzi del puzzle stessero andando al loro posto. La situazione attuale invece, mette di nuovo tutto in sospeso: del resto, quell’ipotesi di budget da 650 mila euro, è lontana dall’essere raggiunta. In questa settimana però, ci potrebbe essere un nuovo incontro tra gli Sharks ed il Comune, per trovare una nuova soluzione: del resto, è giunto il momento di dare seguito alle buone intenzioni, visto che sindaco e società hanno sempre dichiarato di lavorare con l’unico obiettivo di mantenere la squadra in serie A2. Sul piatto della bilancia del budget per la prossima stagione, ci dovrebbero essere: la sponsorizzazione di Industrialesud da 200mila euro per un anno (che vale solo con l’impegno del Comune per 150 mila euro da liquidare entro il 2015); la delibera del Comune per 40mila euro (subordinati alla sponsorizzazione biennale da 200 mila euro/anno da parte dell’Industrialesud); i ricavi attesi al botteghino per circa 150mila euro; le tante pubblicità locali, indicativamente per altri 150mila euro (le ultime due voci sono stime ovviamente). Saremmo intorno ai 540-550 mila euro, forse ancora un po’ pochini per fare la A2. Ecco quindi che potrebbe tornare in auge l’ipotesi di vendita del titolo sportivo di A2 a Udine, a meno che Michele Martinelli, convocato dalle istituzioni e fermo per ora al ruolo di spettatore interessato, non decida di farsi avanti.

Marco Rapone

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