Ramos-Piqué, scintille nella Spagna
Duro confronto in ritiro dopo la contestazione al difensore del Barça
MADRID. Quella di venerdì contro l'Albania, nelle qualificazioni al Mondiale 2018, sarà la presenza numero 90 con la nazionale spagnola di Gerard Piqué. Ma per il difensore del Barcellona potrebbe segnare l'addio alla Roja. Le dichiarazioni a favore del referendum per l'indipendenza della Catalogna, unite alla presenza al seggio hanno reso irrespirabile il clima, al limite dell'aggressione fisica da parte del pubblico presente a Las Rozas, dove è in preparazione l'incontro di Alicante. Insulti, fischi e striscioni offensivi l'hanno inseguito durante l'allenamento a porte aperte di lunedì. Ieri il presidente della federazione, Juan Luis Larrea, ha cercato di abbassare i toni. «I fischi? Non li ho sentiti», ha glissato il dirigente. «Il gruppo è unito, va tutto bene. Ai tifosi chiedo di sostenere la nazionale». Julen Lapetegui vorrebbe pensare solo agli impegni con Albania e Israele. Invece ha dovuto rendere conto alla stampa della propria scelta. «Io non discuto l'opinione politica o il modo di pensare di una persona che può giocare», ha chiarito il ct. Lunedì, secondo la stampa spagnola, ci sarebbe stato un duro confronto tra Ramos e Piqué; il difensore del Real aveva già avvertito Piqué che certi suoi tweet non contribuivano a calmare gli animi. L'altro non solo lo ha ignorato, ma è andato oltre. «Il rapporto tra Ramos e Piqué è come al solito», ha assicurato ancora Larrea. Ma ieri Ramos ha ribadito la distanza dagli indipendentisti con un post su Instagram che lo ritrae in due foto mentre celebra un gol con le maglie di Real e Spagna. Sullo sfondo i confini geografici del Paese colorati di giallo e rosso, sormontati dalla corona.

