Ranieri: «Roma, ora voglio gente che lotta»

Stasera i giallorossi contro l’Empoli. Il nuovo tecnico chiede aiuto al pubblico e punta su Schick
ROMA . «Qui ci vuole la campana di San Pietro, non la campanella...». Il 'dilly ding-dilly dong' ormai celebre a Leicester potrebbe non bastare a svegliare la Roma. Claudio Ranieri sembra averlo capito subito dopo aver rimesso piede a Trigoria, e la battuta con cui chiude la sua prima conferenza da allenatore giallorosso ne è la prova. Ecco perché gioca a carte scoperte, chiedendo apertamente una mano all'ambiente, ma soprattutto inchiodando i giocatori alle proprie responsabilità. «Ci servono serenità, rabbia, determinazione. So che è un momento difficile però sono pronto a lottare», spiega il tecnico di San Saba, chiamato a sostituire l'esonerato Eusebio Di Francesco per centrare il quarto posto, «la Champions League è là davanti, è molto vicina. Saranno importantissime le prossime due partite».
E quella di stasera all'Olimpico contro l'Empoli sarà anche particolarmente complicata a causa delle numerose assenze tra infortuni e squalifiche. A prescindere da chi giocherà, comunque, una cosa Ranieri mette in chiaro da subito. «Voglio vedere arare il campo, calciatori che sprizzano rabbia e determinazione. Voglio una squadra che “muore” sul terreno di gioco. La motivazione è la cosa più importante. Bisogna volere fortemente un obiettivo. Adesso ho bisogno di gente che mi dimostri di voler fare la differenza. Mi serve chi lotta, corre e si aiuta. Chi fa questo ha più probabilità di giocare a prescindere da nome, età o ingaggio».
Il messaggio al gruppo è chiaro. «Tutti quanti i giocatori devono dare di più, se stiamo in questa situazione è perché non hanno dato quello che hanno dentro», sottolinea Ranieri, «le ragioni non mi interessano, i discorsi stanno a zero. Ha pagato Eusebio, adesso però devono loro rispondere sul campo. Io li aiuterò, però ci devono far vedere quello che sanno fare. Non sono bambini di 4 anni, sono uomini e devono dare il meglio. Scuse non ce ne devono essere più. Chiederò tantissimo, sono esigente e voglio il massimo dai giocatori». L'altro “bersaglio” del discorso di Ranieri è il pubblico dell'Olimpico, che «sarà importantissimo», dice, nella corsa all'Europa che conta.
Tecnicamente Ranieri sembra puntare molto su Schick, che, dice, «per me deve giocare assieme a Dzeko. Patrik ha una qualità incredibile. È fortissimo, velocissimo, tecnico. Sono convinto che se si sblocca i tifosi si innamoreranno di lui».

