Rapini: «Tutti insieme per Gabriele Pomilio»

L’ex centroboa degli anni Ottanta racconta come è nata l’idea di riunire i protagonisti del Triplete per sostenere il Pescara di Marinelli e Di Properzio
PESCARA. Tutti insieme appassionatamente. Come ai vecchi tempi, quelli del Tripete del 1987 quando a Pescara il sabato era pallanuoto e Le Naiadi erano un luogo di culto per una generazione godereccia e disincantata. I protagonisti di quella squadra hanno deciso di rimettersi in gioco, affiancando Cristiana Marinelli e Stefano Di Properzio, rispettivamente, presidente e vice del Pescara Pallanuoto. I vari Pomilio, Estiarte, Ballerini, Papa, Battinelli, Salonia, Montanaro, Malara, Bertazzoli, Di Fulvio e Mundula entreranno in società mettendo a disposizione la propria esperienza con l’obiettivo, a medio-lungo termine, di rinverdire i vecchi fasti. Tra questi c’è Nello Rapini, il centroboa di un tempo che oggi, a 57 anni, è un consulente di finanza agevolata per grandi aziende. È lui che racconta come è nata l’idea trasformata in un progetto.
Rapini, tutto nasce da che cosa?
«Da quando ci siamo rivisti tutti insieme, l’anno scorso. E da un debito morale che abbiamo nei confronti di Gabriele Pomilio (scomparso poco più di un anno fa, ndr). Per sdebitarci cosa fare se non attivarci per rilanciare la pallanuoto a Pescara? Noi abbiamo avuto successo nella vita anche grazie a quel periodo creato dal compianto Gabriele Pomilio e da Gianni Santomo. Credo che lui, Gabriele, da lassù ci avrebbe chiesto questo impegno. Ci sembra un atto dovuto verso una persona, una società e una città che ci hanno dato tanto. E di questo ringraziamo Cristiana Marinelli e Stefano Di Properzio che hanno accolto con entusiasmo l’iniziativa».
Che cosa farete di preciso?
«Lo decideremo tutti insieme, in primis Marinelli e Di Properzio. Senz’altro ci saranno delle decisioni da prendere di natura tecnica e logistica».
C’è il discorso aperto dell’impianto la cui gestione scadrà entro fine anno?
«Per avere una grande squadra bisogna avere un impianto che funzioni a tutti gli effetti».
In ballo c’è un project financing?
«E’ un’idea di Pomilio ed Estiarte, promossa attraverso l’Asd Pescara 1987. Prevede la totale e completa riqualificazione dell’impianto con 10 milioni di investimenti. C’è bisogno del parere favorevole della Regione che deve prima inserirlo nel piano triennale delle opere pubbliche e in seguito metterlo a bando. E poi chiunque potrà parteciparvi. Asd Pescara 1987 è solo la società che ha promosso il project financing. Le due cose sono disgiunte e complementari. È chiaro che una rafforza l’altra».
Si riparte dalla A2.
«E di questo bisogna ringraziare l’ottimo lavoro svolto dalla società e dallo staff tecnico del Pescara Pallanuoto, in primis Francesco Mammarella e Maurizio Gobbi che sono riusciti a riportare la squadra a un buon livello di A2. Adesso è più facile cominciare a ripensare in grande perché c’è chi ha traghettato la squadra in momenti difficili».
Qual è lo spirito che caratterizza quelli del Triplete?
«È stata una sorpresa anche per noi. Molti si sono rivisti dopo 20 anni. È come se il tempo non fosse mai trascorso. Ci siamo ritrovati con lo stesso affiatamento di prima, ci siamo intesi con uno sguardo. Proprio questo ci ha portato a chiedere di condividere il progetto pallanuoto. E tutti hanno aderito senza sapere nemmeno i dettagli. “Se ci siete voi, per me sta bene”, ci siamo sentiti rispondere da chi vive lontano da Pescara. La chimica tra noi è rimasta inalterata nel tempo».
Troppi galli nel pollaio?
«No, perché poi il motivo del successo di quella squadra incredibile è che si sono creati degli equilibri che si sono mantenuti nel tempo. Ognuno ha un suo ruolo. E poi in caso di difficoltà ci aiuterà Gabriele (Pomilio, ndr) dall’alto».
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