Razzi: Pescara in A e canto l’inno Ho consigliato Oddo a Berlusconi

PESCARA. «Purtroppo non sarò allo stadio. Che peccato, ma, come dice Crozza, “sono nella mia Svizzera”. Ho visto diverse partite del Pescara e credo che solo in una occasione, contro l'Ascoli mi pare,...
PESCARA. «Purtroppo non sarò allo stadio. Che peccato, ma, come dice Crozza, “sono nella mia Svizzera”. Ho visto diverse partite del Pescara e credo che solo in una occasione, contro l'Ascoli mi pare, non abbia vinto». L'amuleto del Pescara si chiama Antonio Razzi, classe 1948, senatore di Forza Italia, nato a Giuliano Teatino, ma trapiantato in Svizzera a soli 17 anni. Ora è tornato a Pescara, abita in pieno centro, ed è innamorato del Delfino.
Senatore Razzi, che derby sarà?
«Spero bello, sia in campo e sia sugli spalti. Da abruzzese spero che il Pescara vada in serie A e che il Lanciano resti in B. Per il nostro territorio sarebbe una grande cosa».
Del Lanciano che idea si è fatto?
«Ho visto due partite al Biondi ed entrambe le volte ho portato fortuna ai rossoneri, visto che hanno vinto. Il Lanciano è forte, senza la penalizzazione sarebbe già salvo».
Un pronostico?
«Vince il Pescara 2-1 con reti di Lapadula e Caprari, mentre nel Lanciano punto su uno tra Ferrari e Marilungo».
Vedrà la partita?
«Purtroppo no. Sono in Svizzera, a Lucerna, per alcuni “obblighi” familiari, se così possiamo definirli. Devo sistemare alcune cose qui e poi è anche il compleanno di mio figlio. Non potevo mancare».
Se il Pescara va in A cosa si sente di promettere?
«Organizziamo una gara amichevole tra Pescara e Lucerna. Ma questo è il minimo che potrei fare all'amico Daniele Sebastiani, un presidente "incazzoso", che tiene molto ai colori biancazzurri».
Senatore, solo questo?
«Ora che ci penso potremmo anche ideare un nuovo inno del Pescara, magari cantato da me e dalla squadra»
Lei crede nella promozione?
«Certo che ci credo. Siamo stati beffati l'anno scorso a Bologna, quest'anno non può sfuggirci. Io sono fiducioso. Poi vorrei raccontarvi una cosa, se posso» .
Prego.
«L'anno scorso, dopo la finale di Bologna, il mio amico e collega Pierferdinando Casini, tifoso del Bologna, quando mi ha visto a Roma ha detto: "Antonio, abbiamo avuto c... Il Pescara meritava la serie A”. Quella squadra era forte, ma l'attuale non è da meno»
Il suo pupillo chi è?
«Sono tre: Lapadula, Caprari e Mandragora. Vi svelo anche questo retroscena. Ad ottobre mandai un sms al mio amico Marotta, l'ad della Juventus. E gli scrissi: “Prendi subito Lapadula, Mandragora e Caprari. Sono fortissimi”. Lui mi telefonò qualche giorno dopo “Senatore, è abile anche nel calciomercato?” No, ma quei tre sono di altra categoria. Mi piace dare consigli. A Berlusconi per esempio ho detto di prendere un tecnico italiano»
Quale?
«Gli ho detto: “Presidente, te lo dico da amico, prendi uno tra Di Francesco e Oddo”. Sono due giovani che stanno facendo grandi cose».
(l.d.m.)
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