RC Angolana in testa Pierantoni si gode primato e paternità

Per il 34enne allenatore di Orsogna due vittorie in 180’ Gli inizi a Brescia con Boscaglia e alla Samb con Montero
PESCARA. La domenica perfetta esiste? Sì, chiedetelo ad Andrea Pierantoni, 34 anni, di Orsogna, allenatore della RC Angolana capolista dell’Eccellenza dopo due giornate. Al Biondi di Lanciano, il giovane tecnico conquista la seconda vittoria consecutiva, la prima esterna dopo il successo all’esordio contro il Sambuceto, e tra il primo e il secondo tempo diventa papà per la prima volta. Mentre con i suoi era impegnato a sfidare il Lanciano, la compagna Marta era in sala parto per dare alla luce il piccolo Tobia. «Lo aspettavamo per il sabato sera, tutto s'incastrava alla perfezione per poter essere in panchina il giorno seguente... poi i tempi si sono allungati. A quel punto, ho deciso di seguire la squadra. Durante la partita, ho lasciato il mio telefono al team manager. A un certo punto, durante il primo tempo è squillato e ho capito che era nato. A fine primo tempo ho visto anche la foto, poi sono tornato in panchina e alla fine sono volato in ospedale». Il piccolo Tobia ha già tre punti in classifica. E un papà al comando del campionato. Subentrato in corsa a novembre del 2023, Pierantoni è stato confermato per alzare l’asticella in casa angolana. L’obiettivo è tornare in serie D. «Vogliamo provarci», conferma il tecnico. «La società ha grande ambizione, vuole tentare il salto. Certo, dopo due giornate è presto per parlare di certe cose, la strada è lunga. Fa piacere, ma servono umiltà e lavoro». Eccellenza che non ha un padrone, ma tante candidate alla vittoria finale. «Il Giulianova su tutte, ma anche la Folgore Delfino Curi, il Castelnuovo, il Sulmona e il Mosciano che, anche se è partito male, ha una buona squadra che può stare lassù. Molte squadre ci proveranno. Il Giulianova, nonostante i due pareggi, è la prima della lista. Ha dalla sua il tempo, l’organico e la società per la promozione diretta. Ma saremo in tante a dargli fastidio». Pierantoni a 34 anni è già allenatore da una vita. Con una storia da raccontare: «Sono stato giocatore fino alla Promozione, poi mi sono trasferito a Milano per la laurea in Scienze Motorie. Lì sono entrato nel Brescia, in prima squadra, per un tirocinio. Ho lavorato con Boscaglia e anche nelle giovanili. Poi sono passato alla Samb, in C, alle giovanili e in un secondo momento accanto a Paolo Montero, per due anni. L’ultima parentesi nei professionisti a Mantova, sempre in C, e da lì ho scelto di tentare la carriera da primo allenatore. Ho superato il corso Uefa A e sono andato in Piemonte, al Casale, in serie D, prima di tornare in Abruzzo». Maestri di un’altra categoria per Pierantoni: «Boscaglia mi ha aperto le porte del calcio che conta, poi Montero mi ha fatto lavorare tanto. A me piace studiare, fare mille cose e ispirarmi agli allenatori che cercano di dominare con il possesso. La gestione del gruppo? Montero un maestro, dopo nove anni di Juventus: è importante responsabilizzare i ragazzi, essere d'esempio, avere un rapporto di pari livello e un confronto aperto. La tattica? Non giochiamo con un sistema predefinito, ci piace occupare gli spazi e comandare il gioco», dice il tecnico. Angolana bel mix di giovani del vivaio ed ex professionisti: «La Juniores è vice campione d'Italia, molti under sono stati confermati in prima squadra dopo la finale scudetto. Abbiamo portato qui Mirko Esposito, 200 partite nei Pro (Salernitana, Crotone e altre), il portiere Iacobucci, Moreo e confermato qualche elemento importante. Prima di tutto, abbiamo voluto uomini veri». Domenica al Petruzzi arriva il Castelnuovo: «La prepariamo come sempre, con umiltà. Loro hanno qualità, li affrontiamo con rispetto. Poi andremo a Cupello per l’infrasettimanale.E a ottobre avremo la Coppa Italia contro il Sambuceto. Si comincia a correre...».

