Rc Angolana sempre più giù Colpo grosso del Miglianico

SANT’ANGELO. Un tiro, un gol e tre punti. Il massimo per la “legge” del calcio. Il massimo raccolto con il minimo sforzo. Con un’incornata di Tacconelli alla metà del primo tempo, un cinico...
SANT’ANGELO. Un tiro, un gol e tre punti. Il massimo per la “legge” del calcio. Il massimo raccolto con il minimo sforzo.
Con un’incornata di Tacconelli alla metà del primo tempo, un cinico Miglianico porta via da Città Sant’Angelo tre punti d’oro per la sua classifica, calando il secondo 1-0 consecutivo dopo quello servito alla Val Di Sangro nel turno infrasettimanale.
E la Renato Curi Angolana? Male. In appena una settimana i nerazzurri sono passati dagli applausi per la vittoria contro il San Salvo ai fischi – meritati – di ieri pomeriggio al “Petruzzi”.
Quattro punti in cinque partite sono davvero pochi per una squadra che alla vigilia ambiva a giocarsi le posizioni di testa. Se poi al tutto si somma una qualità di gioco lontana dalla sufficienza e la difficoltà nel finalizzare la manovra, ecco che il quadro diventa addirittura preoccupante. E qualcuno comincia a mettere in discussione il tecnico Tatomir.
Partita non certo indimenticabile quella andata in scena ieri pomeriggio al “Petruzzi”, con gli ospiti prudenti fin dal calcio d’inizio e i nerazzurri a provare a fare la partita con molte difficoltà.
In avvio ci prova Farandolini con un bel destro dal limite dell’area, ma Pompei si rifugia in angolo. Alla prima, ed unica occasione però, passa il Miglianico: angolo dalla destra di Adorante, Tacconelli anticipa tutti e insacca la palla in rete.
L’Angolana avrebbe subito la palla del pareggio, ma De Luca calcia addosso a Pompei in uscita.
L’allenatore nerazzurro, Alessandro Tatomir, conferma gli stessi undici ad inizio secondo tempo, ma il copione non cambia. La manovra dei locali è lenta, prevedibile e così ha buon gioco l’atteggiamento tattico di un Miglianico interessato solo a difendersi, con ordine. Lo aveva fatto a inizio partita, figurarsi dopo il vantaggio. Ma, giusto per intenderci, il Miglianico si è sì difeso, ma con molta lucidità. Quella lucidità, invece, che è mancata ai padroni di casa per poter almeno acciuffare il pareggio.
Così l’Angolana ci prova anche con le conclusioni da fuori, ma sia Bordoni che Carpegna non inquadrano lo specchio della porta. La migliore occasione per agguantare il pareggio capita sulla testa di Remigio, ma anche in questo caso la palla accarezza il palo e si spegne sul fondo. L'ultimo ad arrendersi è Bordoni. Sul suo destro da distanza ravvicinata Pompei si guadagna la pagnotta e toglie la palla da sotto la traversa.
Adriano De Stephanis
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