Real Giulianova cade col Paterno

18 Dicembre 2017

La capolista scivola a Canistro e ora il suo vantaggio sulla seconda è ridotto a soli tre punti

CANISTRO. Il Paterno non pratica sconti al Giulianova e dopo aver battuto i giallorossi nella gara di andata, concede la replica anche in quella di ritorno.
Due reti messe a segno nei primi 11’, mettono subito in difficoltà la capolista, che forse non immaginava una partenza così in salita. Due disattenzioni costate care alla truppa di Attilio Piccioni, che alla fine si chiude in un mutismo che la dice lunga circa la delusione patita.
E dire che l'inizio della gara lascia presagire ben altro, perché nei primi minuti il possesso palla degli adriatici risulta abbastanza marcato; ma alla prima occasione sono i marsicani a lasciare il segno. Di Giovanni va a battere il primo e unico corner in favore dei suoi e sulla traiettoria viene a trovarsi D'Alessandro, che tocca chiaramente il pallone con un braccio. L'arbitro non ha esitazioni, confortato anche dal consenso del suo collaboratore. Inutili le giustificazioni dell'esperto centrocampista giuliese. Dal dischetto Giglio spiazza Orsini. Qualcosa si inceppa nei meccanismi ospiti e 4' più tardi, la linea mediana che dovrebbe fare da filtro per la difesa, è completamente fuori posizione, così che al centro Della Penna riceve indisturbato, carica il destro e da 25 metri fa secco per la seconda volta l'incolpevole Orsini. Tanta grazia non sembra vera al Paterno, che da questo momento in poi combatte su ogni pallone con una determinazione che rasenta la ferocia. E non si creda che il Giulianova sia da meno, anzi! Celli e Tozzi Borsoi, i due “vecchietti”, se le danno di santa ragione e senza esclusione di colpi, ma sempre entro i limiti del codice civile, al punto che tra i due l'unico a essere ammonito sarà l'attaccante ospite, per proteste. A metà campo, l'esperto D'Alessandro cerca spesso la giocata di prima, con rovesciamenti di fronte che dovrebbero mettere in difficoltà la difesa locale, ma il livello di attenzione di Tabacco e soci, è al massimo e Cattafesta può permettersi di regalare alla infreddolita platea, solo un tuffo su un innocuo pallone partito dalla fascia e qualche presa aerea di scarsa importanza.
Nella ripresa il Giulianova torna in campo deciso a riaprire i giochi e costringe quasi subito il Paterno a rinserrare le fila. Al 5' Cattafesta deve volare all'incrocio per disinnescare una girata di testa di Tozzi Borsoi, che poco dopo prova ad imbeccare Di Paolo, con una spizzata sulla quale il rosso arriva con un attimo di ritardo, confermando che per lui è una giornata no.
La pressione giuliese è sempre più accentuata, ma il campo pesante non favorisce la manovra e i tentativi dalla distanza non si rivelano efficaci. Poi, quasi in chiusura di tempo, Iaboni parte sulla fascia in contropiede e a Flavioni non resta che stenderlo per evitare che possa presentarsi da solo davanti a Orsini. Il rosso diretto è la logica conseguenza, ma seppure in dieci uomini, i giallorossi non demordono e al 5' di recupero incassano il premio ai loro sforzi. Il fallo, più ingenuo che cattivo, è di Rinaldi su Tozzi Borsoi che termina a terra in area, e il contentino è rappresentato dal calcio di rigore che l'attaccante trasforma. Ma ormai non c'è più tempo neppure per rimettere la palla al centro.
Plinio Olivotto
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