Real, Ronaldo a Perez: o io o Benitez

23 Novembre 2015

In Inghilterra comanda Ranieri alla guida di un Leicester costruito per salvarsi

MADRID. È solo questione di tempo: il matrimonio tra Rafa Benitez ed il Real Madrid è destinato ad avere vita breve. Fatale all’ex allenatore del Napoli il pesante 4-0 subito nel Clasico. Ma a dire il vero, il feeling tra Benitez e i “blancos” non è mai stato granché, se poi ci si aggiungono i risultati poco esaltanti (il Real ha sei punti di ritardo dalla capolista Barcellona), ed i “mal di pancia” dei giocatori più rappresentativi con Cristiano Ronaldo in testa che non hanno mai legato con il tecnico, con il portoghese che avrebbe addirittura posto un aut aut alla dirigenza madridista: «O Benitez o me», avrebbe detto Cr7 dopo Real-Barcellona al presidente Florentino Perez. Ora Perez – pure contestato dalla tifoseria – sta valutando il da farsi. Secondo “Marca” ora o a giugno, il Real saluterà Benitez. La giunta direttiva del club ha ormai perso la fiducia nel tecnico, che, in meno di tre mesi, ha perso il controllo dello spogliatoio – controllo che, in realtà, sembra non aver mai avuto del tutto – e soprattutto non è riuscito a dare una identità alla squadra che dall'inizio del campionato ha collezionato solo sette vittorie in 12 partite e l'umiliante goleada contro l'avversario di sempre Barcellona. La dirigenza madridista si sta interrogando sulla decisione del maggio scorso quando si decise di “salutare” Carlo Ancelotti per affidare la squadra a Benitez, reduce, il madrileno, da una deludente esperienza alla guida del Napoli. Perez ha deciso di prendersi qualche ora per riflettere e analizzare con calma la situazione. A inizio settimana il presidente dei “blancos” parlerà con i giocatori, con lo stesso Benitez ed il suo staff, poi tirerà le somme. Secondo l'emittente spagnola “Cadena cope” – citata dall'edizione on line di As – parte della dirigenza madridista sarebbe intenzionata a confermare la fiducia a Benitez. Intanto la tifoseria ha scaricato Benitez: al termine del Clasico al Bernabeu sono stati intonati i cori “Benitez vattene”, ed in tantissimi invocano il ritorno di Carlo Ancelotti. Insomma, tutti contro Benitez: “nemo propheta in patria”.

E Ranieri comanda in Premier. In vetta al campionato più ricco, alla guida di una provinciale costruita per la salvezza: è la favola di Claudio Ranieri, protagonista assoluto con il suo Leicester in Premier League. Accolto nello scetticismo generale, dopo 13 giornate il tecnico romano ha messo in fila tutti. Anche i colossi di Manchester, United e City, rispettivamente secondi e terzi, o il Chelsea staccato addirittura 18 lunghezze. Un'impresa sorprendente, un exploit entusiasmante, una rivincita per lo stesso Ranieri il cui ritorno in Premier dopo 11 anni dall'esonero dal Chelsea era stato commentato con sprezzante sarcasmo. Giudicato ormai «finito» dopo la brutta parentesi alla guida della nazionale greca, Ranieri ha saputo esaltare un gruppo che sta volando oltre le più rosee aspettative. Trascinato da Jamie Vardy che sabato a Newcastle ha eguagliato il record di Ruud van Nistelrooy (2003), con 10 gol consecutivi in altrettante partite. «Ma ai tempi della Fiorentina (Gabriel Omar) Batistuta aveva segnato 11 gol di fila, spero che Jamie faccia altrettanto». Nel mentre Ranieri si gode il primato, in attesa del prossimo turno contro il Manchester United. A meno di un terzo di stagione non solo la salvezza è ampiamente già ipotecata, ma sognare diventa lecito.