Record Atalanta, la Roma crolla in casa

Napoli ko a Bergamo, club azzurro trova l’accordo con la Regione Abruzzo: in ritiro a Castel di Sangro per i prossimi 6 anni
BERGAMO. Dopo 6 vittorie consecutive da una parte e 5 dall’altra, il pareggio sarebbe stato servito sul piattino dalla logica. Invece nell’incrocio tra il quarto posto da Champions e il sesto da Europa League all’Atalanta bastano due lampi in avvio di secondo tempo di Pasalic e Gosens per stendere il Napoli migliorando il proprio record di vittorie (7) e di gol (82) in serie A.
La sconfitta del Napoli arriva nel giorno in cui il presidente Aurelio De Laurentiis ha raggiunto l’accordo verbale con la Regione Abruzzo per svolgere il ritiro estivo a Castel di Sangro per i prossimi sei anni. Accordo che sarà ratificato lunedì con una delibera di giunta. Il Napoli soggiornerà due settimane a Castel di Sangro (probabilmente, dal 24 agosto al 7 settembre) e alloggerà in due alberghi della zona. Il club azzurro nel febbraio del 2019 aveva firmato un contratto triennale (da quasi un milione a stagione) con il Trentino per continuare svolgere la preparazione a Dimaro. Ma quest’anno a luglio si gioca e, quindi, l’accordo è stato sospeso. Si prevede un bagno di folla a Castel di Sangro, dove i napoletani sono di casa, visto che le stazioni sciistiche del comprensorio sono molto frequentate dai turisti campani.
Tornando alla partita di Bergamo, il Napoli ha avuto le migliori occasioni solo nel primo tempo. Lo slancio iniziale degli ospiti sembra fermarsi sull’appoggino inoffensivo di Insigne, pescato da Di Lorenzo in taglio da sinistra (2’), ma a lungo il pressing alto fa da diga agli slanci dei padroni di casa, tornati a due punte con Pasalic dietro Gomez e Zapata.
A 9’ Mertens ci prova a giro da fuori senza mira su tocco all’indietro ancora dall’esterno basso, tre giri di lancetta e sul primo corner Freuler raccoglie la palla in uscita sullo schema Gomez-Pasalic (sponda) sbagliando la misura della scodellata mancina. Il break di testa di Koulibaly al quarto d'ora (pallone alto su cross a rientrare di Fabian Ruiz) sveglia almeno il Papu, che di sinistro da fuori saggia i riflessi di Ospina.
Ed è sempre lui, che fa l’elastico tra la destra dell’attacco e la trequarti, a rendersi pericoloso, stavolta da fermo: è il 25', Maksimovic stende Zapata sull’asse con Gosens e la punizione del numero 10 viene smanacciata dall’attento portiere azzurro, caricato in scivolata da Caldara e travolto inavvertitamente da Mario Rui tanto che dopo 4’ di stop deve subentrargli Meret.
La ripresa si apre subito col vantaggio atalantino, grazie alla palla al bacio di Gomez per il colpo di testa sottomisura di Pasalic dopo un disimpegno errato di Fabian Ruiz. Al decimo il raddoppio, con Castagne e Toloi a lavorare in coppia a destra e il brasiliano a imbeccare Gosens su velo di Zapata.
Gattuso mette Lozano e Milik per Insigne e Mertens, ma i cambi non sortiscono gli effetti sperati.
Una brutta Roma, e con otto cambi di formazione rispetto al match contro il Milan, subisce un rosso al 30’ (Perotti, gioco violento) e cade in casa contro l’Udinese col risultato di 2-0 che complica la corsa per un posto in Europa. Che la serata non sarebbe stata memorabile per i giallorossi si è intuito dopo appena undici minuti: Lasagna si invola verso la porta, crossa per De Paul che sbaglia il tiro ma regala un assist involontario per lo stesso attaccante italiano che batte Mirante.
Al 30’ la Roma resta in dieci uomini: Perotti interviene duro su Becao e riceve il rosso diretto. Con l’uomo in più, al 78’ sugli sviluppi dell’ennesimo contropiede l’Udinese trova il raddoppio: De Paul brucia Ibanez, scarica per Nestorovski che appoggia in rete a botta sicura per il definitivo 0-2.
Seconda sconfitta consecutiva per la Roma di Fonseca che precipita a -12 dall’Atalanta quarta in classifica e dice addio alle speranze di raggiungere la zona Champions League.
Angelo Caradonna

