Record e rivincite, l’Europa ai piedi di Ancelotti

Il tecnico italiano del Real ha vinto la quarta Champions e con il Liverpool si è vendicato del ko del 2005
MADRID . Se è vero che la vendetta è un piatto che va servito freddo, Carlo Ancelotti ha dovuto aspettare diversi anni prima di pareggiare i conti e mettersi la coscienza in pace. O meglio il sigaro in bocca: quell'immagine, nel giorno dello scudetto Real alcune settimane fa, è l'emblema di un allenatore che ha vinto tutto e ora «se la gode», come dice con spirito da emiliano. Il nome Liverpool, infatti, gli evocava finora delusioni o sconfitte al fiele - da giocatore infortunato con la sua Roma nell'84, da allenatore in panchina col Milan nel 2005 - per notti insonni e speranze naufragate per una questione di centimetri. Ma ora che lo ha battuto nella finale di Parigi per la quattordicesima Coppa Campioni della storia Real, nella storia c'è entrato lui, come uomo dei record oltre che delle rivincite. E l'Europa è ai piedi dell'unico allenatore ad aver vinto quattro volte quella Coppa, il primo a vincerla in tre decenni diversi (2003-2007-2014-2022), ed è attualmente l'ultimo allenatore ad aver vinto un trofeo internazionale con Real Madrid, Milan (MondialeClub 2007) e Juventus (Intertoto 1999). Il tutto con il Liverpool nel destino. La storia personale fra Ancelotti e la più importante squadra della città dei Beatles ha un prologo sfortunato nella stagione 1983/84, poi si complica nel 2005. In quell'occasione gli inglesi gli negarono la conquista della Champions nel modo più rocambolesco, a Istanbul: il Milan allenato da Ancelotti domina il primo tempo e lo chiude sul 3-0, ma i tempi regolamentari finiscono 3-3 dopo l'incredibile rimonta dei Reds, che vinceranno ai rigori. Altro spettro della memoria per Ancelotti, che nell'84 aveva guardato solo da spettatore la sua Roma perdere ai rigori un'altra finale, all'Olimpico, contro il Liverpool; l'infortunio al ginocchio l'aveva tenuto fuori per grande parte della stagione, e il rientro sarebbe avvenuto solo poco dopo quella storica disfatta. Una parziale rivincita, “Re” Carlo se l'era a dire il vero presa già nel 2007, vincendo la sua seconda Coppa da tecnico ad Atene. Ma la finale vinta sabato è stata la chiusura del cerchio: con il quarto successo ha superato Zidane, che ne aveva vinte tre e tutte col Real, e soprattutto il mitico Bob Paisley, allenatore del grande Liverpool a cavallo tra anni '70 e '80. Ora su Ancelotti piovono i complimenti del Barcellona e degli avversari, dei suoi vecchi tifosi e dei maestri come Arrigo Sacchi. Ma che sia da giocatore o da tecnico, in Italia o in giro per l'Europa, quello del ragazzo di Reggiolo è un destino da vincente. Così, dopo l'1-0 a un Liverpool che sabato sembrava dominare, Ancelotti ha raccontato che quando nella Liga il Real, primo, aveva subito il brutto ko in casa col Barcellona, 4-0, al presidente Florentino Perez l'aveva confidato in un orecchio: «vinciamo campionato e Champions». Lui poteva dirlo, da uomo dei record. E ora festeggia a Madrid, col sigaro in bocca.

