Record stagionale: oltre 12mila paganti

Bel colpo d’occhio allo stadio con gli ultrà del Pescara e del Vicenza gemellati e in festa prima, durante e dopo la partita
PESCARA. Per i tifosi pescaresi non è stata semplicemente una partita, quantunque importante, ma un’emozione nella quale l’evento sportivo si combina con sentimenti extra sportivi di fratellanza ed amicizia che valorizzano ancora di più la partita stessa. E’ un’atmosfera carica di entusiasmo condiviso da entrambe le fazioni, quella che si vive fuori e dentro lo stato Adriatico.
L’occasione rappresentata dall’importantissima gara di andata dei play off tra Pescara e Vicenza offre l’opportunità di festeggiare e rinsaldare un gemellaggio che dura da quasi quarant’anni (è nato nel 1977, all’epoca della prima promozione in A di Cadè) nel quale le due tifoserie si ritrovano sempre con rinnovato affetto in quella “fraternità” calcistica che è la più antica d’Italia.
Vecchie amicizie nate sugli spalti, ma anche nuovi incontri con le nuove leve del tifo, danno vita ad iniziative di un aspetto goliardico del calcio che contribuisce, e non di poco, a rendere disteso e proficuo l’ambiente, e che appare lontanissimo dal clima di odio al quale anche di questi tempi la cronaca nazionale dei contorni del calcio giocato ci ha purtroppo abituato. Un clima vivace ma rispettoso e costruttivo, nel quale convivono sia la tifoseria organizzata che i normali sportivi, assidui od occasionali che siano.
Prima della gara, fuori dallo stadio, si manifesta tutto il legame che caratterizza le due tifoserie.
L’accoglienza della tifoseria di casa è calda e rispettosa; una delegazione viene ricevuta davanti all'ingresso della curva Nord, tempio del tifo pescarese. La condivisione di una birra suggella l'amicizia al grido di «nessuna differenza/niente ci separa».
In un contrasto fortemente colorato di bandiere, striscioni e sciarpe, si mischiano gioiosamente i colori del biancazzurro pescarese con i biancorosso vicentino.
Sul campo è ovviamente massima battaglia sportiva, ma il prologo della gara ed il tifo sugli spalti sono caratterizzati da sano e sincero sostegno per i propri colori, senza comportamenti offensivi per la controparte gemellata. L'impatto dentro lo stadio è quello della gara con le maggiori presenze stagionali (12.252 spettatori paganti, per un incasso di quasi 135 mila euro); la curva Nord compatta saluta subito con un coro i tifosi veneti e viene ricambiata dagli applausi degli oltre trecento vicentini presenti in curva sud.
Poi sul finire della contesa lo striscione "Non importa se serie B o serie A ... fratelli per l'eternità" suggella nuovamente il forte legame.
Un pubblico, quello pescarese, che ci crede e sostiene in via continuativa i propri colori, stregato dalla resurrezione operata da Oddo.
Corposa in tribuna la presenza di vip ed addetti ai lavori. C'è anche il presidente di Lega Andrea Abodi e, tra gli altri, il direttore sportivo Fabio Lupo, l'agente Fifa Diego Tavano, il tecnico Fabio Liverani, l'ex capitano del Pescara Michele Gelsi.
Ha voluto essere presente anche il gemello del terzino Zampano, quel Giuseppe che è stato in forza al Crotone.
Rappresentata al completo la neo promossa Teramo Calcio, con il presidente Luciano Campitelli in testa unitamente al tecnico Vincenzo Vivarini ed al direttore sportivo Marcello Di Giuseppe.
Così come presente sugli spalti anche Morris Carrozzieri, ex Sampdoria e Palermo, compagno di squadra di Oddo a Lecce.
La politica è rappresentata dalla presenza del sindaco Marco Alessandrini, con alcuni assessori del comune di Pescara.
Pure il pilota Vitantonio Liuzzi non è voluto mancare all'importante appuntamento calcistico. E le straordinarie emozioni finali del campo hanno posto fine ad una giornata sicuramente da ricordare.
Una giornata di festa che si riproporrà martedì, alle 21, al Menti, dove il Pescara si gioca il dentro o fuori, ma soprattutto con un vantaggio che, anche se esiguo, è importantissimo. Un gemellaggio che si riproporrà nel segno, appunto, della festa e dell’amicizia tra le due tifoserie. Qualcuno ha sussurrato in tribuna: «Magari il calcio fosse sempre così...».
Paolo Toro
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