Repetto è sicuro: «Oddo fino alla fine»

30 Marzo 2016

Il tecnico: niente drammi, il terzo posto è a soli quattro punti

PESCARA. Nel dopo-partita di Terni la società ha ribadito la totale fiducia nei confronti di Massimo Oddo. «L'allenatore non si tocca», queste le parole pronunciate del presidente Daniele Sebastiani, «anzi, se vuole, può passare in sede per firmare il prolungamento del contratto (scade nel 2017, ndc)». E ieri il tecnico pescarese ha ricevuto il secondo attestato di vicinanza della dirigenza nel giro di pochi giorni.

Nella prima conferenza stampa della settimana, infatti, il dg Giorgio Repetto si è seduto al suo fianco confermando l'orientamento societario. «Qualsiasi cosa succeda», ha detto Repetto, «da qui alla fine Oddo resterà sulla panchina del Pescara. Si dice che uno che non cambia idea è un cretino. Ebbene, se è così anch'io lo sono perché non ho nessun dubbio sulle sue qualità. A lui dobbiamo tantissimo, perché, oltre ad averci portato ad un passo dalla serie A nella passata stagione, quest'anno ha mandato in campo una squadra che esprime un ottimo calcio e un mese e mezzo fa è arrivata a quota 46 punti. Forse poi è subentrata un po’ di tensione, ma in ogni caso siamo contenti del nostro cammino. In questo momento bisogna remare tutti verso la stessa direzione. Come Oddo si assume la responsabilità dal punto di vista tecnico, io me la prendo per il mercato. Potevamo fare qualcosa di meglio». Oddo incassa la fiducia e spera che il vento cambi in fretta.

«Sabato abbiamo una partita importante», spiega l'allenatore del Pescara, «veniamo da cinque sconfitte ed è inutile nascondersi. Una vittoria potrebbe sbloccarci dal punto di vista emotivo e psicologico». Contro la Ternana la squadra ha avuto un atteggiamento più guardingo rispetto al passato, ma il tecnico promette che non capiterà più. «Anche se avessimo pareggiato non sarei tornato a casa soddisfatto. A Terni ho capito che la nostra strada è una sola: giocare per vincere. Non sappiamo fare altro, perciò bisogna ricominciare dalle cose che sappiamo fare, invece sabato abbiamo pensato prima a non prenderle». L'incontro con Sebastiani per il rinnovo non c'è stato.

«Non sono passato in sede, ma se mi chiama vado subito». Poi una precisazione. «L'unica cosa certa è che sono tranquillo e non ho perso la testa. Nella mia lunga esperienza da calciatore ho vinto campionati, Champions League e sono anche retrocesso. Ho vissuto tanti momenti come questo e, ovviamente, da allenatore si hanno maggiori responsabilità, però non mi arrendo e sono convinto che presto supereremo le difficoltà».

È complicato individuare le cause del crollo. «Possono essere tante. La prima riguarda l'aspetto mentale. La squadra non è più libera e spensierata come prima e, si sa, la testa incide molto». Nelle ultime settimane anche lui è finito sul banco degli imputati. Ed è la prima volta da quando è diventato allenatore del Pescara. «Non mi sono mai esaltato nei momenti belli e non mi deprimo ora. Certo, essendo pescarese, dispiace ancora di più vedere la squadra in difficoltà, però non bisogna drammatizzare. In fondo, la distanza dalla terza in classifica è di soli 4 punti».

C'è anche lo spazio per commentare il tweet di Maurizio Pistocchi secondo cui Oddo avrebbe la stampa a favore grazie al suo agente Alessandro Moggi. «Non sono sorpreso da queste voci. Nei momenti così parlano tutti, non è un problema. Quando ero piccolo alcuni dicevano che giocavo a calcio perché mio padre era un allenatore. Tutto quello che ho fatto me lo sono conquistato sul campo, non solo nello sport, ma anche in altri settori». Alla fine la parola torna a Repetto, che ricorda un precedente favorevole al Delfino. «Nel torneo di C1 1982-83, a nove giornate dalla fine ci eravamo allontanati dai primi posti. Dopo la sconfitta a Barletta tornammo in campo all'Adriatico il 2 aprile (la stessa data di Pescara-Como in programma sabato) iniziando la lunga serie utile che ci consentì di raggiungere la promozione in B. Dal momento che sono scaramantico, non escludo che possa ripetersi una bella rimonta simile a quella di 33 anni fa». In quella stagione, grazie a sei vittorie e tre pareggi il Pescara arrivò al primo posto insieme all'Empoli conquistando la B.

Giovanni Tontodonati

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