Ricci: 10 imprenditori per tenere in vita la corsa

20 Luglio 2015

Il patron già pensa al 2016: pronti al campionato italiano. Cassani: un buon test per Ulissi e la Nazionale

PESCARA. Ci aveva provato già due anni fa, Evgeny Shalunov, il ventitreenne russo della Lokosphinx, ma in quella circostanza non riuscì nemmeno a completarlo il Matteotti. Ieri è andata decisamente meglio per lui, capace di tirare lo strappo decisivo a pochi chilometri dall’arrivo e transitare come primo sulla linea del traguardo: «È stata davvero una grande soddisfazione», esordisce davanti ai microfoni, in un’atipica conferenza stampa, fatta di ben tre lingue (italiano, inglese e Russo), e due interpreti. «È la quarta vittoria della mia carriera, di certo quella più prestigiosa». Una vittoria nata nelle battute finali della gara: «Sull’ultimo tratto dell’ultima salita mi son detto che quello era il momento giusto per provarci. Ho cambiato passo, riuscendo a guadagnare secondi preziosi. Quando sono passato sotto il cartellone dell’ultimo chilometro mi sono voltato e ho visto il gruppo ormai distante. È stato lì che ho capito di avercela fatta».

Bravo e furbo Shalunov, capace di approfittare di un errore di comunicazione del gruppo che è costato anche la “figuraccia” ad Andrea Pasqualon, secondo: «Ho persino alzato le braccia all’arrivo, ero convinto di aver vinto. In pochi nel gruppo si erano resi conto dell’azione del russo. Probabilmente, se ci fossero state le radioline saremmo riusciti a organizzare una risposta al suo tentativo. Così invece non c’è stata comunicazione e lui ne ha approfittato». Dalle parole di Pasqualon affiora un pizzico di delusione, per quello che avrebbe potuto essere ma non è stato: «Non nascondo che quando Viganò mi ha detto che non ero io il vincitore, il dispiacere si è fatto sentire. Tuttavia il secondo posto non è certo un risultato da buttar via. Ho disputato una buona prima parte di stagione e questo piazzamento è il modo migliore per iniziare la seconda. Inoltre è stata una bella vetrina per me, considerando anche la presenza del ct Cassani: entrare in Nazionale sarebbe un sogno e farò di tutto per realizzarlo».

Alle sue spalle si è piazzato proprio Davide Viganò, il cui ultimo giro è stato molto complicato: «Ho rotto due raggi della ruota nel corso dell’ultima tornata e temevo se ne potessero rompere altri». Un problema che non gli ha però impedito di conquistare l’ultimo posto sul podio: «È stata una gara positiva con un risultato soddisfacente. Peccato che chi avrebbe dovuto non abbia fatto nulla per ricucire lo strappo dato dal russo, riducendo la volata finale ad una lotta per il secondo posto».

Il caldo e la difficoltà del tracciato hanno fatto una grande selezione, ma Viganò dimostra di gradire il circuito pescarese: «Siamo partiti in 117, ma solo 43 di noi hanno concluso la prova. Il Matteotti è un gara completa e non vedo perché non possa ospitare i Campionati Italiani o la prova mondiale». Le sue parole diventano così un assist meraviglioso per il patron Renato Ricci: «Certo che ci riproveremo a portare i Campionati Italiani a Pescara, già dal prossimo anno. Come ho detto più volte, ho bisogno di dieci imprenditori disposti ad un piccolo sacrificio per tenere in vita il Matteotti: se arriveranno si potranno fare grandi cose». Poi sull’edizione appena conclusa, quella dei settant’anni dalla nascita della manifestazione: «Il bilancio è assolutamente positivo. Abbiamo onorato al meglio la memoria di chi ha dato il via a questo spettacolo. Hanno partecipato squadre importanti come la Nazionale Italiana e la risposta del pubblico c’è stata. Ora dobbiamo continuare».

A proposito di Nazionale Italiana, nei giorni scorsi, proprio in un’intervista rilasciata al Centro, Davide Cassani aveva detto di cercare delle indicazioni da alcuni dei suoi uomini. Raggiunto telefonicamente a fine corsa, ecco cosa ci ha detto: «Volevo innanzitutto valutare le condizioni di Diego Ulissi, rientrante dopo un lungo stop. Posso ritenermi soddisfatto della sua gara: è stato sempre con il gruppo senza perdere contatto. Adesso deve ritrovare la condizione migliore in vista degli appuntamenti importanti di Richmond e di Rio (Mondiale e Olimpiade), ma quello che ho visto ieri mi lascia ben sperare. Anche i più giovani si sono mossi bene: 4 su 5 hanno completato la gara e in queste condizioni non è un risultato da sottovalutare».

Adriano De Stephanis

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