Riccioni: «Mondiale sfortunato, ma esperienza indescrivibile»

TERAM O. Mondiale sfortunato per Marco Riccioni. Il pilone teramano classe 1997 ha dovuto lasciare in anticipo la rassegna iridata della palla ovale, dopo l’infortunio che lo ha costretto ad uscire...
TERAM O. Mondiale sfortunato per Marco Riccioni. Il pilone teramano classe 1997 ha dovuto lasciare in anticipo la rassegna iridata della palla ovale, dopo l’infortunio che lo ha costretto ad uscire dal campo nel corso della partita contro il Sudafrica persa dagli azzurri 49-3, a causa di una contusione toracica con sospetta lesione cartilaginea e non affronterà gli All Blacks, nell’ultimo match in programma sabato al Toyota City Stadium alle 13,45 locali (6,45 italiane, diretta su Rai 2). «Il mondiale è stata un’esperienza indescrivibile», commenta Riccioni che ha esordito nell’Italrugby ad agosto all’Aviva Stadium di Dublino contro l’Irlanda, nel primo test match estivo di avvicinamento alla Rugby World Cup 2019, dove poi ha collezionato tre presenze, «con organizzazione surreale e squadre di livello superiore. Sono felice di aver partecipato e dato il mio contributo alla squadra, ma anche dispiaciuto di non aver finito quanto iniziato». Lo sfortunato pilone, insieme al compagno di squadra e di reparto Simone Pietro Ferrari, è rientrato lunedì alla Ghirada a Treviso, osserverà due settimane di riposo (sarà assente sabato alle ore 20,35 al Liberty Stadium contro gli Ospreys), ma approfitterà per iniziare la riabilitazione, recuperare entro quattro settimane e tornare a disposizione della franchigia della Benetton. «Sarà una stagione importante», dice il pilone, «dopo l’ultima che mi ha fatto diventare giocatore di livello internazionale. Ho grandi stimoli e con la Benetton vogliamo migliorare quanto fatto lo scorso anno. Con la Nazionale spero di giocare il prossimo Sei Nazioni». Considerato uno degli atleti di maggiore prospettiva per il futuro del rugby italiano, dedica anche un pensiero ai colori neroverdi, dopo la rinuncia al campionato di serie A. «Non fa piacere avere queste notizie dall’Aquila», conclude l’atleta abruzzese passato nell’under 16 nel florido vivaio della polisportiva L’Aquila, prima di entrare nell’Accademia Zonale di Roma Lorenzo Sebastiani e poi a Calvisano dove ha vinto lo scudetto ed alla Benetton con cui ha un contratto fino al 30 giugno 2021. «Nella mia esperienza aquilana ho vissuto un ambiente bellissimo, ma litigioso: difficile capire il perché. Dispiace soprattutto per la squadra ed i ragazzi, è un episodio triste per il rugby».
Tommaso Cantalini

