Riflessione finita: Oddo resta in sella

Il tecnico pescarese ci ripensa dopo l’addio ventilato a Torino
PESCARA. Né esonero, né dimissioni. L'intensa giornata di ieri si è conclusa senza scossoni. Eppure, le premesse sembravano presagire la fine del matrimonio tra il Pescara e Massimo Oddo. Invece, almeno per il momento, tutto resta (sulla carta) come prima. La sensazione è che il rapporto tra il presidente Daniele Sebastiani e il tecnico si sia incrinato, anche se la separazione non sarà imminente. E nemmeno indolore, dal momento che entrambe le parti si aspettavano una presa di posizione netta. Vero è che dopo la debacle di Torino l'allenatore pescarese aveva pensato di togliere il disturbo. La disperazione e le lacrime immortalate dalle telecamere presenti allo stadio Olimpico hanno fotografato un malessere che aveva spinto Oddo a rimettere il proprio mandato nelle mani della società. Con il passare delle ore, evidentemente, l'allenatore è tornato sui suoi passi. Magari il cambio di orientamento sarà stato suggerito anche da alcune parole dei dirigenti che lo hanno chiamato in causa. In sostanza, Oddo non ha accettato di essere il capro espiatorio di una situazione drammatica che ha tanti colpevoli. Avrebbe accettato l'esonero senza batter ciglio, ma la dirigenza, al contrario, ha deciso di temporeggiare con la speranza di incassare le dimissioni. Il tira e molla si è protratto per l'intera giornata. Al mattino i dirigenti si sono recati al Poggio degli Ulivi per un colloquio chiarificatore con la squadra dopo le ultime prestazioni disastrose. «Abbiamo incontrato i calciatori», queste le parole di Sebastiani, «per capire il loro umore e le cause di questo tracollo. Si può anche perdere, ma non come è successo al Pescara nelle ultime due gare (11 gol subìti contro la Lazio e il Torino, ndc). Bisogna recuperare la dignità. Oddo si è dimesso? Lui, essendo pescarese, è molto dispiaciuto per la situazione. Farebbe qualsiasi cosa per risollevare la squadra. A breve prenderemo una decisione». Nel pomeriggio, intorno alle 15,30 la società ha annunciato un imminente incontro con Oddo per stabilire il piano d'emergenza. Invece, il tecnico non si è presentato negli uffici del presidente Daniele Sebastiani, dai quali alle 17,30 è uscito il diesse Luca Leone che ha provato a rendere il quadro più chiaro. «Per noi Oddo resta l'allenatore del Pescara», ha detto Leone, «fino a quando non ci comunicherà l'intenzione di lasciare la panchina. Se dovesse dimettersi non potremmo obbligarlo a restare. Ho parlato con lui stamattina trovandolo più fiducioso rispetto a ieri».
In tarda serata, pochi minuti prima delle 21, un altro comunicato ha annunciato la permanenza dell'allenatore. «Dopo una lunghissima giornata fatta di confronti e valutazioni», questo il testo della nota, «la Delfino Pescara 1936 con decisione unanime prosegue con la guida tecnica affidata a Massimo Oddo e il suo staff di lavoro. Domani (oggi, ndc) alle ore 14,30 ripresa degli allenamenti a porte chiuse presso il centro sportivo della Delfino Pescara 1936 Poggio degli Ulivi».
Si è chiusa così, con un nulla di fatto, la giornata frenetica in casa Pescara. Bisognerà capire fino a quando reggerà la tregua armata. Da una parte il tecnico che ha in tasca un contratto fino a giugno 2019, dall'altra la società che per ora non ha intenzione di sobbarcarsi altri costi nella voce "allenatori" senza obiettivi da raggiungere. Sarebbe stato impossibile reperire sul mercato un tecnico credibile pronto ad accettare l'incarico senza garanzie per il futuro. In tal senso le parole di Sebastiani erano state chiarissime. «I programmi si fanno a giugno, non a febbraio. Vogliamo avere le mani libere e se è vero che qualcuno comprerà la società è giusto lasciare spazio anche a lui». In sostanza il presidente non ha alcuna intenzione di offrire ad un nuovo tecnico un contratto pluriennale. Ieri Sebastiani ha compiuto 52 anni. Avrebbe preferito festeggiare il compleanno in modo sereno. Al contrario, all'orizzonte si vedono solo nubi grigie.
Giovanni Tontodonati
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