RIPARTIAMO DA ZERO UN ANNO DOPO
Da Genova a Marsiglia a caccia della rivincita. Lungo la costa che separa le due capitali del mare ci sono luoghi significativi del tennis, come Alassio con il glorioso Hanbury Tennis Club,...
Da Genova a Marsiglia a caccia della rivincita. Lungo la costa che separa le due capitali del mare ci sono luoghi significativi del tennis, come Alassio con il glorioso Hanbury Tennis Club, Bordighera con il primo circolo fondato in Italia, Nizza con i suoi tornei e campioni. L’8 febbraio 2015 a Genova le italiane di Fed Cup persero clamorosamente per 2-3 dopo essere state avanti per 2-0 al termine della prima giornata. Tentano oggi e domani di rifarsi a Marsiglia, in casa delle avversarie che sono di nuovo Kristina Mladenovic e Caroline Garcia, artefici dell’impresa genovese, più due forti comprimarie, Pauline Parmentier e Oceane Dodin. Mancano le due più deludenti di allora: Roberta Vinci, che fu per l’ultima volta in campo al fianco di Sara Errani, e la nizzarda Alizè Cornet, sconfitta il sabato da Camila Giorgi e poi genialmente non schierata la domenica dalla capitana francese Mauresmo.
Ci sono altre protagoniste tra le azzurre, oltre a Sara e a Camila. Domani in doppio potrebbe tornare in scena, dopo anni, Francesca Schiavone, 35 anni, che ha il merito di aver aperto con la prima Fed Cup conquistata e poi con la vittoria al Roland Garros 2010 la serie più gloriosa di tutta la storia del tennis italiano. E ha qualche chance di farsi conoscere dal grande pubblico anche Martina Calegaro, aostana ora accasata a Viterbo, che a 23 anni sembra in grado di superare i problemi fisici e psicologici che l’hanno a lungo tenuta lontana dalle Top 100.
Il movimento femminile azzurro ha bisogno di questa vittoria in terra straniera. Ne trarrebbero giovamento soprattutto i tecnici federali, che per ora non riescono a individuare tra le ragazze nate dopo il 1995 quelle che dovranno sostituire Flavia Pennetta, che ha già detto addio ai campi da gioco, e tra breve Francesca e Roberta. È sbottato ieri Corrado Barazzutti: «Ripartiamo da zero. La squadra è di grande esperienza e l’esordiente, la Caregaro, è molto forte. Andiamo ad affrontare un team determinato e competitivo». Il francese Jacques II de Chabannes de La Palice, che ho sempre conosciuto come Lapalisse (grazie, Wikipedia), non avrebbe saputo dirlo meglio.
@claudiogiua
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