Ripartire alla grande o basso profilo: Maio prende tempo

11 Giugno 2016

La dirigenza: «Eravamo convinti di poterci salvare in B Bisogna capire se abbiamo forza e voglia per fare bene»

LANCIANO. «Fare primo l'anno prossimo o mandare tutto all'aria»: il vicepresidente della Virtus Lanciano, Guglielmo Maio, è combattuto sulla strada da percorrere. Quale sarà il futuro del club rossonero, e in particolare l'impegno dei Maio nella società che nel 2008 hanno ripreso dal fallimento, non è ancora deciso: ieri mattina Guglielmo e la sorella Valentina, da otto anni presidentessa, hanno annunciato una breve pausa di riflessione. Tra l'altro, ironia della sorte, nello stesso giorno in cui nel 2012 Lanciano festeggiava la promozione in serie B. Quanto durerà questa pausa lo stabiliranno le scadenze per programmare la stagione: «Sarà un periodo ragionevole che non andrà oltre qualche giorno prima dell'iscrizione», ha chiarito Guglielmo. «Per la prima volta in otto anni retrocediamo: ero convinto che non succedesse, ma, purtroppo, mi sono sbagliato», ha detto il vicepresidente, «è stato un colpo durissimo e ci prendiamo tutte le responsabilità del caso. Forse non meritavamo questa retrocessione: la squadra è morta e rinata varie volte, e ringrazio i ragazzi per aver dato sempre l'anima».

Guglielmo Maio mette comunque in archivio le quattro stagioni nel torneo cadetto con tante luci: «Siamo stati primi in classifica, abbiamo sfiorato i play off, abbiamo visto passare giocatori (Pavoletti, ndc) poi arrivati in nazionale: sono tante belle soddisfazioni che non si cancellano».

Adesso arriva questa «riflessione compatibile con i tempi del calcio»: innanzitutto ci sono quelli burocratici per formalizzare l'iscrizione alla Lega Pro a fine mese, ma senza perdere di vista quelli più opinabili come la scelta dell'allenatore, i collaboratori e i giocatori. «Punti fermi da cui ripartire, al di fuori dei contratti, in essere non ce ne sono», ha sottolineato il vicepresidente. Del resto il direttore sportivo Luca Leone è a un passo dal Pescara: Ivan Tisci è uno dei nomi in ballo, ma non è il solo e neanche il favorito; oltre ai giocatori in prestito, partirà Federico Di Francesco, con il Palermo in prima fila per una cifra che dovrebbe attestarsi tra i 7 e gli 800mila euro; pure il difensore Deian Boldor probabilmente sarà venduto. Con l'allenatore Primo Maragliulo invece è tutto da vedere: voci lo vorrebbero vicino al Campobasso, dove negli anni '80 ha fatto faville con Guido Biondi, ma i molisani ora sono alle prese con la stabilizzazione della società. C'è tantissimo da lavorare per ricostruire la base tecnica, ma pure per ricucire gli strappi con la tifoseria, negli ultimi tempi fortissimi: «C'è chi ci è stato vicino e chi ci ha chiesto di andarcene», ha ammesso il vicepresidente. È possibile che i Maio decidano di mollare? «Bisogna capire anche questo: finora non si è mai avvicinato nessuno, se non di straforo, in serie B: figuriamoci in C. Noi siamo sempre aperti a qualsiasi possibilità».

Difficile però pensare che in due settimane nasca e si chiuda una trattativa. L'impressione attualmente è che saranno ancora i Maio a portare avanti il calcio lancianese, in Lega Pro perché «il "ripescaggio" viene fatto con criteri oggettivi che ci svantaggiano», ha spiegato il vicepresidente, «ci potrebbe essere qualche possibilità per il "reintegro", ma di questo si dirà in un secondo momento perché non vogliamo dire cose sbagliate». Come, e con quali obiettivi, la Virtus si ricalerà nella terza divisione nazionale, è quindi quello che decideranno i Maio in questi giorni di riflessione sulle motivazioni e, ovviamente, sulle risorse da investire sul club rossonero.

Andrea Rapino

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