Ripetute e dieta Ecco la cura Zeman

12 Luglio 2017

La giornata tipo e il “sollievo” nelle vasche d’acqua gelida

INVIATO A RIVISONDOLI. I primi test, le ripetute, la dieta e all’orizzonte ci sono corse in montagna e i famosi gradoni. La terapia Zeman è appena iniziata e, dopo appena 48 ore di ritiro, i nuovi arrivati hanno capito che a Pescara, quest’anno, con il sergente Zdenek ci sarà poco da scherzare. A Rivisondoli la temperatura è più gradevole, rispetto al caldo africano che sta investendo gran parte dell’Abruzzo. Un venticello leggero, 27 gradi e un sole splendente accompagnano i biancazzurri. La prima seduta c’è al mattino, alle 9, e, l’altra, nel pomeriggio, intorno alle 17. La preparazione di Zeman è diversa rispetto a quella degli altri allenatori. La sveglia suona presto, intorno alle 7, e la colazione va consumata entro le 7.30. L’ultima navetta, che porta i giocatori al campo, parte dall’hotel alle 8,30 e al campo bisogna arrivare entro le 8,40, perché alle 9 il boemo vuole tutti pronti. L’allenamento termina alle 11,30 e, subito dopo, due piccoli bus riportano la squadra in hotel. Alle 13 il pranzo e alle 16,30 bisogna essere di nuovo al campo d’allenamento per la seconda seduta, che ieri è stata dura perché la squadra ha assaggiato le terribili ripetute sui 1000 metri. Solo un antipasto, rispetto ai prossimi giorni di lavoro. I giocatori non hanno mai visto il pallone e hanno solo sudato a ritmo di balzi, test di velocità e tanta, tantissima, corsa, come ieri pomeriggio. I biancazzurri, infatti, hanno lavorato lungo una strada, in aperta campagna, nella vallata dell’Altopiano delle Cinquemiglia. Ripetute sui 1000 fino allo sfinimento, con alcuni giocatori che hanno accusato qualche problemino fisico, come Polidori. Squadra divisa in gruppi, guidati in bici dai collaboratori di Zeman. Il boemo ha scherzato con i suoi, con i tifosi e curiosi presenti a ridosso del particolare campo d’allenamento. “I gradoni? Pian piano arriveranno”, ha risposto a un tifoso. Vicino al luogo in cui ha portato la pattuglia biancazzurra, Zeman, ha scoperto anche un piccolo campo da golf e chissà se nei prossimi giorni si concederà qualche ora sul green. Molto sudore per i giocatori, molte battute da parte del boemo. Un bimbo con la maglia della Juve gli chiede l’autografo, lui si avvicina e il padre gli dice: “Mister, lui è juventino”. Zeman, sorride e sussurra con tono scherzoso. “Se perdono tre finali di fila, forse, non lì tiferà più”, e giù risate. Dopo l’allenamento tutti in hotel, anche lì regole ferree. In ritiro, Zeman fa seguire una dieta. Niente caffè, per esempio. Niente merende e ogni mattina fa pesare i calciatori. Dicevamo del caffè, i giocatori possono berne uno al giorno. Uno strappo alla regola può essere fatto solo nel caso in cui, durante gli allenamenti, alla terza ripetuta, per esempio, qualcuno riesce a stabilire un tempo molto basso, ottenendo la ricompensa del caffè. Zeman è rigido nella metodologia e ieri mattina, intorno alle 11, ha inforcato una bici ed è uscito in perlustrazione. “Vado a trovare i percorsi”, ha detto mentre abbandonava il campo. «Due ne ho trovati, ora mi manca il terzo». I giocatori possono trovare sollievo solo nelle vasche d’acqua gelida, l’unico “confort” che il boemo concede.
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