Riscatto Chieti, poker per la D

Rodia, Farindolini, Miccichè e Toro stendono il Sambuceto: teatini a +6 sulla Torrese a 4 gare dalla fine
SAN GIOVANNI TEATINO. Si rialza, scaccia via i fantasmi e si riavvicina alla serie D. Dalle paure di sette giorni fa al pronto riscatto: un poker per spegnere le critiche e consolidare il primato. A San Giovanni Teatino, contro il Sambuceto, il Chieti dimostra di essere la squadra più forte del campionato. Nella partita più difficile della stagione, soprattutto per le pressioni che la squadra aveva sulle spalle dopo lo scivolone casalingo con l’Acqua&Sapone, i neroverdi danno la spallata, forse decisiva, al campionato. Una vittoria che, a quattro giornate dalla fine, permette alla capolista di mantenere il +6 sulla seconda Torrese e di allungare a +9 sul Sambuceto, scivolato al terzo posto. Se i teatini domenica batteranno il Delfino FP all’Angelini, nella trasferta del 31 marzo a Nereto la matematica potrebbe sancire la promozione in D. Ma, dopo aver dilapidato metà degli 11 punti di vantaggio sulle inseguitrici, Lucarelli non si fida. «La serie D è ancora lontanissima», avverte il tecnico neroverde. «Ci siamo cascati già una volta quando eravamo a 11 punti. Ma avrei messo la firma ad arrivare a +6 a quattro giornate dalla fine».
Da San Giovanni Teatino arriva l’ennesima conferma che il Chieti, lontano dal campo impraticabile dell’Angelini, è una squadra quasi perfetta. Non a caso i neroverdi hanno il ruolino di marcia migliore in trasferta (35 punti). Contro il Sambuceto, alla prima sconfitta della gestione Savini dopo tre vittorie di fila, il Chieti dà una dimostrazione di forza sul piano della qualità, dell’intensità e del carattere. Neroverdi devastanti sulle fasce, con i viola che non sono mai riusciti a prendere Micciché e Delgado, e a centrocampo con la qualità di Morales e gli inserimenti di Marfisi e Farindolini che hanno messo in difficoltà la difesa di casa.
Nei primi venti minuti è un monologo del Chieti che al 18’ passa in vantaggio con Rodia che raccoglie la sponda di Micciché e in diagonale batte De Deo. Il Sambuceto, sovrastato dall’intensità e dalla qualità del Chieti, ha la palla del possibile pareggio al 29’ con Lalli, ma l’ex bomber neroverde non approfitta di un errore di Alonzi e a porta vuota calcia a lato. Al 38’ arriva il raddoppio di Farindolini, poi Criscolo, tra i più positivi del Sambuceto, si rende pericoloso in due occasioni. Nella ripresa il Chieti torna in campo spingendo ancora sull’acceleratore e Micciché cala subito il tris, sfruttando anche l’errore di De Deo. La partita è già chiusa, Savini passa dal 4-3-1-2 al 4-3-3 e Legnini di testa accorcia le distanze. Poi le squadre si allungano e fioccano le occasioni da una parte e dall’altra. Il Chieti cala il poker con Toro (assist di un super Rodia), Farindolini va vicino al quinto gol e Nardone, appena entrato, segna il gol della bandiera per i viola.
«Abbiamo fatto un partita importante», dice Lucarelli. «Non era facile perché tutti aspettano un nostro scivolone. Abbiamo dato un segnale di forza, ora dobbiamo vincere col Delfino FP per non vanificare questa vittoria. Si è visto il vero Chieti: si aspettavano tutti una nostra debacle, invece i ragazzi hanno dimostrato di avere gli attributi».
«Il Chieti è stato superiore in tutte le zone del campo», spiega il tecnico viola Savini. «Loro sono arrivati prima su tutti i palloni e non siamo riusciti a reggere la loro qualità. Le occasioni per rimontare le abbiamo avute, ma bisogna riconoscere la forza del Chieti. Mi aspettavo un Chieti così: loro hanno difficoltà in casa perché il campo è impraticabile, altrimenti avrebbero avuto molti più punti di vantaggio».
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