Rischio virus, l’Alanno non parte

29 Settembre 2020

L’annuncio del dirigente-allenatore Odoardi alla presentazione del cammino 2020-2021

L’AQUILA. La sede aquilana della Figc Abruzzo ha ospitato ieri l'ennesimo appuntamento dedicato ai calendari. Quelli di Prima categoria (lunedì prossimo toccherà alla Seconda), presentati online (in assenza cioè degli addetti ai lavori) dal presidente del comitato regionale Daniele Ortolano. Costretto, nella parte finale della serata, a fronteggiare le perplessità del dirigente-allenatore dell'Alanno (girone E) Enrico Odoardi, che nell'anticipare l'intenzione del club di non iniziare il campionato, ha proposto di congelare il tutto per ripartire magari a dicembre, avendo nel frattempo verificato la curva epidemiologica del virus. Richiesta unica la sua (nessun altro dirigente è intervenuto al riguardo), alla quale lo stesso Ortolano, spalleggiato dal fiduciario medico del comitato Massimo Nicolai, ha replicato ribadendo che «se tutti rispetteranno i protocolli, il virus non attecchisce, e a dirlo non sono io, ma la gran parte degli esperti interpellati al riguardo». In precedenza, il presidente della Figc aveva ripercorso le tappe di un'estate movimentata, tra lamentele e problematiche varie, legate al Coronavirus. La cui presenza ha condizionato non poco le scelte adottate anche in Prima categoria, a cominciare dall'allargamento dei gironi (da 4 a 5), deciso nonostante l'ennesimo decremento di iscrizioni. Passate dalle 61 dello scorso anno alle attuali 57. Una situazione a prima vista paradossale, ma che ha una sua ben precisa esigenza, legata al timore di non portare a termine la stagione, in caso di nuove interruzioni dovute al Covid-19. Da qui appunto i 5 raggruppamenti con meno squadre e, di conseguenza, meno turni. In totale controtendenza col metro adottato invece nel campionato di Eccellenza. Caratterizzato da un girone unico a 20 squadre e con 38 giornate: ben 16 in più rispetto alla Prima categoria, nella quale non sono previsti turni infrasettimanali, abitualmente dedicati alla Coppa Abruzzo. La cui disputa sarebbe infatti saltata qualora si fosse optato per i 4 gironi. «Alla base del criterio adottato», la spiegazione data dagli stessi vertici del comitato, «c'è stata la necessità, in questo particolare momento di emergenza, di accorciare la stagione agonistica di un paio di mesi, attraverso la riduzione del numero di gare. Non solo per portare a conclusione i vari campionati, anche in caso di eventuali e ulteriori stop ma, soprattutto, per ridurre le spese dei club, tra sanificazioni e quant'altro. E lo stesso avremmo fatto anche in Eccellenza, se ben 18 club su 20 non avessero rifiutato l'ipotesi dei due gironi da dieci». Quanto alle 57 iscritte di quest'anno, sono il frutto delle ormai abituali defezioni (otto in tutto: Pretoro, San Francesco e Tossicia, autoesclusesi, non avendo esse presentato domanda d'iscrizione, l'Usac Corropoli, che pur promossa ha deciso di restare in Seconda, il Fresa Calcio, che ha rinunciato e si è iscritta alla Terza, e le ripescate Casoli 1966, Francavilla, Pianella e Tagliacozzo) e degli altrettanto immancabili ripescaggi, che quest'anno hanno premiato i 4 club (Vianova Sambuceto, Real C. Guardia Vomano, Guardiagrele e Di Santo Dionisio) che ne avevano atto richiesta.
Stefano De Cristofaro
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