Rivoluzione Inter per inseguire la zona Champions

21 Agosto 2015

Precampionato deludente: Mancini deve trovare la chimica di un gruppo che presenta novità in tutti i reparti

Il precampionato è stato deludente, in linea con l’ultima stagione chiusa all’ottavo posto che ha sancito l’esclusione dalle coppe europee. È una Inter che sta cambiando pelle sul mercato e che Roberto Mancini sta faticosamente cercando di amalgamare.

Le amichevoli estive, al di là dei risultati negativi, hanno evidenziato problemi sul piano del gioco e, soprattutto, di finalizzazione dell’azione. Sono mancati i gol. La difesa ha sofferto e a centrocampo la manovra ha denotato mancanza di qualità. Messa così sembra un quadro a tinte fosche senza prospettive. E, invece, potrebbe essere semplicemente il prezzo (iniziale) da pagare al processo di rivoluzione iniziato a gennaio.

Mancini sta cercando di creare un’Inter a sua immagine e somiglianza e per riuscirci sta cercando di fare piazza pulita degli elementi che non gli servono. Mica facile con una società che deve rispettare il fair play finanziario e ha un bilancio in perdita costante. Da qui l’idea di un mercato con i “pagherò”, ovvero acquisti in prestito con obbligo di riscatto nella prossima stagione.

Nella speranza, nel frattempo, di aver conquistato l’accesso in Champions League che garantirebbe i soldi per pagare questo mercato. Il “sacrificio” di Kovacic era inevitabile: il croato ha talento, certo, ma è di difficile collocazione tattica e, soprattutto, è stato ben pagato dal Real Madrid. I 35 milioni (più bonus) sborsati dai blancos serviranno per rinforzare difesa, sugli esterni, e centrocampo. Servono uomini di fascia a Mancini. Poi, dovrà essere il tecnico nerazzurro a metterci del suo per creare una squadra che possa lottare . A ripagare l’ampia apertura di credito (figlia degli scudetti vinti in passato) di società e tifoseria.

Dal momento del suo avvento al posto di Walter Mazzarri ha dettato la linea ai dirigenti che l’hanno seguita per quelle che erano le disponibilità di cassa: i cambiamenti sono iniziati a gennaio e sono proseguiti in estate. Alcune novità sono state subito ripudiate – vedi Podolski e Shaqiri – altre promettono bene. Ad esempio, la coppia sudamericana Miranda-Murillo sembra garantire affidabilità. In mezzo al campo le speranze sono riposte in Kondogbia, il colpo del mercato estivo, che dovrebbe assicurare muscoli, centimetri e inserimenti.

In avanti la conferma di Mauro Icardi regala certezze, nella speranza che Palacio rifiorisca e che Jovetic torni a essere quello della Fiorentina e non quello visto all’opera a Manchester. Mancano gli esterni (il nome più gettonato è quello di Peresic) e un pizzico di qualità che magari potrebbe dare Hernanes. C’è poi la scelta del modulo: 4-3-1-2 oppure 4-2-3-1. Gli ultimi colpi di mercato serviranno per sciogliere il nodo e per capire l’esatta filosofia della squadra. Che ha un imperativo: rientrare in Europa, possibilmente dalla porta principale (Champions League). Migliorare assolutamente l’ottavo posto della passata stagione. Ne va dell’entusiasmo e della passione dei tifosi, ma, soprattutto, del progetto Thohir. Solo la qualificazione in Champions può permettere all’Inter la risalita verso i recenti fasti. E Mancini deve fare in fretta per trovare la quadratura del cerchio. Il popolo nerazzurro è stufo di aspettare.

@roccocoletti1

©RIPRODUZIONE RISERVATA