Rodomonti: «Credo nell’innocenza del Diavolo»

17 Giugno 2015

L’ex arbitro e tifoso biancorosso: spero si risolva tutto nel migliore dei modi, ne va del nome della città

TERAMO. L'inchiesta su Savona-Teramo vista con gli occhi di un teramano illustre: Pasquale Rodomonti. L'ex arbitro internazionale, 54 anni compiuti lo scorso 1° giugno, parla della vicenda della presunta combine che sta colpendo la squadra della sua città e nell'analizzare la posizione del presidente Campitelli e del direttore sportivo Di Giuseppe gli ritornano alla mente i brutti momenti vissuti qualche anno fa. Nella primavera del 2006, poco dopo avere appeso il fischietto al chiodo, Rodomonti fu coinvolto nello scandalo di Calciopoli, dal quale uscì poi indenne sia in ambito di giustizia sportiva che penale. Quelle vicissitudini gli causarono anche seri problemi di salute che l'ex arbitro è riuscito a superare.

Rodomonti, come sta vivendo da teramano la vicenda che ha colpito la squadra della sua città?

«Sono dispiaciuto. Spero con tutto il cuore che non ci sia nulla di vero. Se emergesse qualcosa di negativo sarebbe una delusione enorme, forse la più grande vissuta in ambito sportivo».

Il presidente Luciano Campitelli si è già esposto tre volte con i tifosi, dichiarando la sua estraneità alle accuse che arrivano da Catanzaro. Lei crede alle parole del patron?

«Sì, assolutamente. Credo in quello che dice il presidente Campitelli e gli auguro di uscire al più presto da questa storia. Spero che tutto si risolva nel migliore dei modi per lui, per il ds Di Giuseppe e per tutto l'ambiente. Non sono giorni facili».

Che effetto fa stare sotto i riflettori per vicende di questo tipo? Le ricorda i momenti vissuti durante Calciopoli?

«Mi metto nei panni delle persone coinvolte in questa storia e so cosa si prova. E' una sensazione bruttissima. Non c'è cosa peggiore che essere innocenti e venire accusati di qualcosa che non si è commesso. Nel mio caso, oltre al sottoscritto, ne ha sofferto anche la famiglia. Nel caso del Teramo, oltre ai soggetti accusati, ci va di mezzo anche il nome della città».

E' fondato il timore di perdere la B oppure tutto si risolverà?

«Non ho gli strumenti per giudicare se ci sono rischi per la B. Posso solo sperare che tutto si risolva senza conseguenze. Sarebbe un danno sportivo enorme. Teramo ha vissuto un'annata straordinaria, forse irripetibile, e si è creato un entusiasmo super».

A proposito della cavalcata verso la B, ha visto dal vivo qualche partita?

«Sì, ed è stata una marcia da ricordare. Il Teramo ha meritato il verdetto del campo». (g.l.)

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