Roma, la gara perfetta Impresa Di Francesco

11 Aprile 2018

Tris al Barcellona di Messi: i giallorossi in semifinale dopo 34 anni

ROMA. Miracolo, impresa, prodigio, chiamatelo come vi pare ma la Roma scrive una delle pagine più belle della sua storia. La serata perfetta dell'Olimpico si trasforma d'incanto in una notte magica: spazza via il Barcellona, annichilito ben oltre il punteggio finale (un 3-0 senza sbavature) e sovrastato nel gioco, nelle idee, nei muscoli. In un colpo solo, la Roma di Di Francesco (chapeau al tecnico abruzzese, il grande vincitore alla fine dei 180'), spazza via le nuvole delle ultime settimane e cancella decenni di frustrazioni europee. In un Olimpico finalmente vestito a festa e sold out (56mila spettatori), finisce come nessuno avrebbe sognato alla vigilia, soprattutto dopo l'harakiri del Camp Nou sei giorni fa. Ma è stata una vittoria netta contro un Barcellona, imbattuto da 38 partite, ma ieri sera irriconoscibile, vulnerabile, senza idee e con la sua stella più lucente spenta. Che sarebbe potuta essere la notte più bella lo si è capito dopo pochi minuti, il tempo (6') per Dzeko di arpionare in area la palla al bacio di De Rossi e infilare Ter Stegen. Merito anche del nuovo assetto tattico di Di Francesco che nella partita più importante della stagione vira sul 3-4-1-2, con Schick, al debutto europeo, vicino al bosniaco, Nainggolan “tuttocampista”, Florenzi e Kolarov sugli esterni. Un modulo camaleontico che ha pagato al cospetto di un Barca invariato rispetto al Camp Nou, con Busquest recuperato e il collaudato 4-4-2. Messi latita sul prato dell'Olimpico bagnato prima del fischio d'inizio per rallentare il gioco blaugrana: braccato dalla coppia Jesus-De Rossi, non ha mai creato pericoli alla difesa. Senza le accelerate della Pulce le occasioni catalane sono sporadiche e nemmeno il gol subito cambia lo spartito nella ripresa che si apre con la solita carica giallorossa e che concretizza al 13' con un rigore sacrosanto fischiato da Turpin dopo la “cinturata” di Piquè su Dzeko: impeccabile (come la sua prestazione). Il Barca è alle corde, con i giallorossi che sul 2-0 si riversano nella metà campo catalana, ma senza la nevrosi della remuntada. I catalani si scoprono timorosi: tiki taka addio e lanci lunghi che Fazio e Manolas controllano. Cose dell'altro mondo rispetto al gioco di Guardiola e Luis Enrique e così al minuto 82 il miracolo è compiuto. Un minuto che spazza via d'incanto le terribili notti del 30 maggio '84, delle imbarcate contro United, Bayern e Barcellona che hanno contrassegnato il cammino europeo dei giallorossi negli ultimi anni. Ci pensa Manolas a insaccare di testa il gol che manda la Roma in Paradiso e Messi e compagni all'inferno. E’ semifinale dopo 34 anni. Il resto è festa, con i sessantamila a cantare a squarciagola e i catalani che probabilmente non conoscevano un brano di Lucio Dalla: «È la notte dei miracoli, fai attenzione, qualcuno nei vicoli di Roma ha scritto una canzone...».
Sandro Verginelli