Roma, resa con onore al Real

18 Febbraio 2016

I giallorossi escono tra gli applausi, Blancos a segno con Ronaldo e Jesè. El Shaarawy reclama un rigore

ROMA. Stavolta niente tracolli, batoste, collassi: la Roma formato Champions perde una partita “normale”, e forse immeritatamente, contro il Real Madrid e il risultato di 0-2 è certamente bugiardo per i giallorossi, che hanno comunque tenuto testa ai “Galacticos” per buona parte del match. Decide, come al solito, una perla del tre volte Pallone d'Oro Cristiano Ronaldo, un fuoriclasse capace di segnare 90 reti in 125 partite di Champions (12 solo in questa stagione).

Spalletti avrebbe forse fatto volentieri a meno di questo esame europeo, ma tant'è, servirà per crescere e far capire che l'Europa dei grandi è un'altra cosa. Contro la corazzata merengue del nuovo corso (con Zidane in panca sette partite, sei vittorie e una miriade di reti) nemmeno la storia è stata dalla parte dei giallorossi, che hanno mostrato evidenti miglioramenti nella tenuta fisica, ma scarso appeal con il gol. La Roma, ormai vaccinata contro i tracolli made in Europe (7-1 o 6-1 che dir si voglia) è apparsa una squadra psicologicamente e fisicamente migliore e più quadrata. Il 4-1-4-1 scelto da Spalletti, con Vainqueur davanti alla difesa, Perotti terminale offensivo al posto di Dzeko (in panchina), almeno per un tempo ha dato i suoi frutti. Il fraseggio è sempre nei piedi di Modric e Kroos, ma è la Roma a pungere nelle ripartenze.

Nel primo tempo ne confeziona due pericolosissime che, a parti invertite, avrebbero fruttato due reti: ma Salah prima e El Shaarawy poi le sprecano. A deludere nei primi 45' sono soprattutto le merengue, che non sembrano la nuova fabbrica del gol di Zizou. James non è Bale (soprattutto non ha la sua velocità) e Benzema è un fantasma. Così tocca al fischiatissimo CR7 prendere l'iniziativa che però viene sistematicamente bloccata. Il secondo tempo sembra foriero di buone nuove per i giallorossi. E reclamano un rigore su El Shaarawy. Ma l’asso portoghese, fino ad allora fumoso e irridente, è in agguato e s'inventa un gol “alla Ronaldo”: fuga sulla sinistra, stop a rientrare e tiro a giro, leggermente deviato da Florenzi, sul palo lontano di Szczesny. Il gol ha l'effetto di stordire i giallorossi e così Spalletti inserisce Dzeko per l'esaurito El Shaarawy. Ma la Roma, dopo un paio di buone occasioni, non ne ha più, così il nuovo entrato Jesè arriva al raddoppio. Nulla è perduto, ma ribaltare lo 0-2 al Bernabeu non sarà facile. La Roma comunque è uscita tra gli applausi.