Roma, tutto in una notte Garcia: «È come una finale»

ROMA. «È un’amichevole domani, perché tanta gente?». Non appena entrato in sala stampa Rudi Garcia scherza, prova ad allentare la tensione della vigilia con una battuta, ma quando torna serio non si...
ROMA. «È un’amichevole domani, perché tanta gente?». Non appena entrato in sala stampa Rudi Garcia scherza, prova ad allentare la tensione della vigilia con una battuta, ma quando torna serio non si nasconde, e anzi carica a dovere ambiente e squadra in vista della sfida col Manchester City decisiva per il passaggio agli ottavi di Champions League. «Domani (oggi, ndr) ci sarà un Olimpico di fuoco e noi non avremo altra scelta che giocare per vincere - sottolinea l'allenatore della Roma -. Saremo artefici del nostro destino solo così perché non sappiamo cosa può succedere tra Bayern Monaco e Cska Mosca. C'è solo uno scenario per noi: attaccare per segnare un gol in più del City».
Il francese, d'altronde, sa bene che contro gli inglesi è una partita da dentro o fuori. «Per noi è come se fosse una finale - ammette -. Di norma a questo punto dovremmo essere fuori dai giochi perché siamo nel girone più difficile di tutta la Champions, uscivamo dalla quarta fascia mentre loro sono campioni d'Inghilterra, ma grazie alla nostra qualità abbiamo questa opportunità e ce la dobbiamo giocare».
Come riuscirci? A sentire Garcia la strada da seguire è una soltanto: «Dobbiamo restare concentrati su noi stessi, sul nostro gioco e sull'intensità che metteremo in campo. Sappiamo che sarà difficile, ma sono sicuro che ce la possiamo fare - la convinzione del tecnico -. Sarà una partita dove dovremo usare la testa, non basterà giocare al 100%, sarà anche una partita tattica. Passare il turno sarebbe il coronamento del lavoro quotidiano». In attacco, a meno di sorprese, il tridente sarà formato da Ljajic (il più in forma in questo momento), capitan Totti e il pupillo di Garcia, Gervinho. «È vero che gioco spesso ma lavoro duro in allenamento per meritarmi il posto in campo - ribatte l'ivoriano -. Questo non significa che il tecnico mi riservi dei privilegi. Spero di essere all'altezza».

