Romito, il portiere-eroe di Castel di Sangro

Il barista del paese para un rigore a Younes del Napoli. E su Instagram fa il boom di followers
CASTEL DI SANGRO . Il barista del paese para un rigore a Younes del Napoli. Esce dal campo tra gli applausi scroscianti dei 1.600 dello stadio Patini, tutti in piedi per lui. Meret gli regala la maglia, Koulibaly, Gattuso e Llorente lo aspettano negli spogliatoi per fargli i complimenti. Poi torna al bar, dove lavora fino a tarda notte. Il giorno dopo, si risveglia con 1.500 nuovi followers su Instagram e con la chat di Whatsapp intasata di messaggi. È la favola di Gabriel Romito, eroe per un giorno. Il portiere del Castel di Sangro, 21 anni, nato e cresciuto a Castello, è stato il protagonista del triangolare che la sua squadra, neopromossa in Eccellenza molisana, ha disputato venerdì con L’Aquila e il Napoli, che sta svolgendo il ritiro nell’Alto Sangro.
Per i ragazzi del Castello è stato un sogno solo incrociare lo sguardo di Insigne e Mertens. Tutti a caccia di autografi e selfie per immortalare una giornata storica. Romito, però, è andato oltre. È il minuto 25. Il Napoli è avanti 8-0 e guadagna un calcio di rigore. Dal dischetto si presenta Amin Younes. Tra l’ex giocatore dell’Ajax e il portiere del Castel di Sangro c’è un abisso, ma in fondo sono sempre undici i metri che li separano. Younes calcia, Romito si allunga sulla sua destra e respinge il pallone. «Mi sono accorto di aver parato il rigore dal boato dei tifosi», racconta il portiere del Castel di Sangro. «Non ci posso ancora credere. In allenamento mi diverto spesso con i miei compagni sui rigori e ne paro anche diversi. Ma pararlo a un giocatore di serie A che ho sempre e solo visto in televisione e farlo davanti a 1.600 tifosi, è stato da brividi. Ho ancora adesso la pelle d’oca».
Il bello è arrivato qualche minuto dopo quando il suo allenatore Domenico Cristiano gli ha concesso la passerella d’onore. E giù applausi da tutto lo stadio. «Non mi sarei mai aspettato la standing ovation, per di più contro il Napoli», dice Romito. «A fine partita, addirittura, mi si è avvicinato il portiere del Napoli Meret. Mi ha stretto la mano, mi ha detto che sono un grande e mi ha regalato la sua maglia. È stata una grossa soddisfazione. Ringrazio tutti i tifosi del Napoli per l’affetto e gli applausi». I festeggiamenti sono continuati in serata nel bar al centro di Castel di Sangro dove Romito lavora. «Sono un barista a tempo pieno. Dopo la partita, sono tornato al lavoro e sono stato sommerso dai tifosi del Castello e del Napoli che mi hanno chiesto una foto. Quando ho acceso il telefono, poi, mi sono ritrovato con 1.500 followers in più su Instagram. È stato veramente tutto incredibile. Un giorno che non dimenticherò mai».
Così come non lo dimenticherà Daniele Ricci, il difensore dell’Aquila che a fine partita ha ricevuto la maglia di Victor Osimhen, il neo acquisto del Napoli che si è subito messo in vetrina con una tripletta. Una maglia prestigiosa perché la prima indossata dall’attaccante nigeriano in una partita ufficiale col Napoli. «Ora l’appenderò in cameretta», sorride Ricci, che ha avuto l’onore di marcarlo. «È imprendibile, è stato impossibile stargli dietro. La sua gamba mi arrivava al petto. È enorme ed è una gazzella, va troppo veloce. È un grande attaccante, molto concreto. Non me lo aspettavo così forte. Mertens, però, è di un altro pianeta. È il fulcro del gioco».
Oggi, alle 17, il Napoli tornerà ad allenarsi al Patini. La capienza per assistere agli allenamenti è stata aumentata a 1.280 posti. Venerdì ultima amichevole col Teramo (ore 17). (g.g.)
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