Ronaldo sbaglia tutto e grazia l’Austria
Sul palo anche un rigore, il Portogallo fa 0-0. Nell’altro match l’Islanda va in vantaggio ma è ripresa nel finale dall’Ungheria
Il palo di Nani al 28’ su colpo di testa e le occasioni fallite dallo stesso Nani e da Ronaldo mai hanno fatto capire definitivamente quanto sarebbe stato difficile per il Portogallo bucare l’Austria. Ma il colpo di grazia è arrivato al 78’ quando Ronaldo ha schiantato sul palo (anche lui!) un calcio di rigore fischiato da Rizzoli per una trattenuta sullo stesso campione del Real Madrid.
I bianchi di Koller, squadra fisica (e con buone personalità là davanti, ma che non si sono quasi mai viste), hanno fatto del pressing in mezzo al campo l’arma per costringere il Portogallo a sfruttare maggiormente le fasce e i cross piuttosto che esporsi ai riformnimenti centrali per Ronaldo e Nani. Traversoni che - immancabilmente - a parte il colpo in anticipo di Nani nel primo tempo finito sul legno destro dell’ottimo Almer - erano preda dei difensori centrali austriaci. Sia chiaro, il Portogallo avrebbe strameritato il vantaggio già nei primi 45’, ma ha rischiato anche una beffa clamorosa nel finale del primo tempo, quando Alaba (in condizioni precarie e poi sostituito) da posizione impossibile ha calciato una punizione che Veirinha ha letteralmente tolto dalla linea di porta anche se pressato da Harnik.
L’inizio della ripresa è stato da incubo per la difesa austriaca, che dal 54’ al 55’ ha visto materializzarsi due volte Ronaldo con un missile da fuori area, e un colpo di testa respinto da Almer sul corner successivo. I pericoli però sono diminuiti con il passare dei minuti. Ronaldo, Guerreiro, Mutinho, hann o rallentato, ma quasi al tramonto della solita nostalgica partita sterile dei portoghesi, è arrivato il rigore, a 12 minuti dal 90’. Trattenuta netta in area e Ronaldo che grazia l’Austria. C’è ancora il tempo per una rete di testa annullata a Ronaldo, che la qualificazione dovrà cercarsela nell’ultima gara con la “capolista” Ungheria.
Islanda-Ungheria 1-1. Ha assaporato la storica impresa fino a un metro dal traguardo, ma alla fine l’Islanda si è dovuta accontentare di un altro pareggio. L’Islanda ha giocato alla pari con l’Ungheria, che cercava un nuovo successo dopo quello contro l’Austria. Invece il pareggio è tutto sommato giusto. L’1-1 del Velodrome, è arrivato su un autogol dell’islandese Saevarsson a premiare la nazionale magiara, che ha avuto il merito di crederci fino in fondo. L’Islanda aveva cullato il sogno del primo successo dal 39’, quando Sigurdsson aveva segna su rigore.
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