Rosa ampia e scelte mirate così il Chieti vola verso la D
La svolta in tre mosse: il mercato, la gestione societaria e il cambio di modulo Trevisan e Mergiotti: «Allestita una grande squadra, ora vogliamo stravincere»
CHIETI. A ottobre, dopo 7 giornate, il Chieti aveva 10 punti ed era a -7 dalla vetta occupata dall’Aquila e dal Delfino FP. Otto mesi dopo, la serie D è a un passo. Dopo la vittoria contro L’Aquila, sono otto i punti di vantaggio sui rossoblù a quattro giornate dalla fine (tre per i neroverdi che domenica riposano). Si attende solo l’aritmetica per il ritorno del Chieti in D: potrebbe arrivare il 13 giugno se i teatini battono l’Avezzano e se L’Aquila domenica non vince contro i marsicani.
Rosa ampia. In questi otto, lunghissimi mesi è cambiato tutto. Non solo il format del campionato, con i punti azzerati e un mini torneo a 7 squadre con 14 turni complessivi che di certo ha giocato a favore del Chieti, vista la falsa partenza di settembre. È cambiata anche l’organizzazione della società neroverde che ha ritrovato compattezza e serenità, componenti che mancavano ad inizio stagione, e ha pianificato un mercato funzionale al nuovo format. Mentre le rivali hanno ridimensionato (Avezzano) o mantenuto la stessa ossatura senza rinforzarsi (L’Aquila), il Chieti ha dominato sul mercato prendendo 15 giocatori e innalzando la qualità dell’organico. Una rosa ampia di 30 giocatori e scelte mirate, condivise insieme al neo ds Tonino Paciarella, con tante alternative in ogni ruolo. «Abbiamo fatto un mercato funzionale alla tipologia del mini torneo», spiega il patron Giulio Trevisan. «Devo riconoscere i meriti del presidente Mergiotti per questa strategia che abbiamo condiviso. Abbiamo una squadra in cui i titolari e le eventuali riserve si equivalgono e dove la differenza tra fuoriquota e over non si nota». «Non abbiamo ancora vinto nulla», aggiunge il presidente Antonio Mergiotti, «la vittoria con L’Aquila è un grande passo in avanti, ora vogliamo stravincere questo campionato e chiudere in bellezza».
Il nuovo modulo. L’altra chiave di lettura è la svolta tattica. L’allenatore Alessandro Lucarelli ha messo da parte il 4-3-3, il suo marchio di fabbrica, e scelto il 3-5-2. Un sistema di gioco che ha valorizzato le caratteristiche dei giocatori e permesso al Chieti di diventare una macchina da guerra. Otto vittorie e un pareggio in 9 partite, miglior attacco (20 gol), miglior difesa (2 reti subite) e undici giocatori diversi andati a segno. «Ho scelto il 3-5-2 per essere più spregiudicati e coperti allo stesso tempo», dice Lucarelli, che si appresta a vincere il secondo campionato di Eccellenza col Chieti. Una promozione che avrebbe tanto del tecnico marsicano che anche all’Aquila, nella partita decisiva, non ha sbagliato nulla. «Con la ripartenza è cambiato che c’è stata una società molto più presente e attiva sotto tutti i punti di vista», spiega il tecnico, «sia a livello organizzativo sia di impegno economico».
Il futuro. «Dobbiamo prima essere certi della D, poi penseremo al futuro», dicono Trevisan e Mergiotti. Il primo tassello sarà discutere del rinnovo di Lucarelli. Due anni fa, dopo la promozione in D, il tecnico non venne confermato. Ora, con la seconda promozione in tasca, sarà difficile non continuare con l’allenatore marsicano.
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