Roseto e Chieti, una buona stagione

20 Aprile 2015

Gli Sharks soddisfatti della salvezza conquistata con 6 turni d’anticipo. La Proger regina d’Abruzzo chiude al settimo posto

ROSETO. Spente le luci del PalaMaggetti, è tempo di bilanci per la Mec Energy Roseto. «Cominciamo col dire subito che siamo soddisfatti dei risultati sportivi raggiunti» commenta il presidente degli Sharks, Ettore Cianchetti, «abbiamo conquistato la salvezza con ben 6 giornate d’anticipo, una salvezza che vale quanto una vittoria, visto che ci permette di approdare all’A2 unica dell’anno prossimo».

Eppure, quell’inizio di stagione con la prima vittoria arrivata solo alla sesta giornata aveva fatto tremare i polsi. «Significa che siamo andati sempre di rincorsa, riuscendoci però» sorride il presidente che poi spiega: «È stato un campionato particolare, molto condizionato dagli infortuni: Carenza è stato fuori quasi tutto l’anno, poi la spalla di Bryan, poi Jackson che si è fermato nel finale di stagione. Sembra incredibile, ma va in archivio un’ annata nella quale abbiamo avuto il roster al completo in due sole partite, davvero poco. Ma dobbiamo anche riconoscere che nelle difficoltà il nostro gruppo è cresciuto, compensando ampiamente gli aspetti positivi rispetto a quelli negativi; abbiamo dimostrato grande carattere, andando addirittura a vincere a Treviso in sei; di contro, nell’ultimo mese, abbiamo avuto un calo di tensione, diciamo comprensibile». Effettivamente, nel finale, dopo un girone di ritorno a livello playoff, si poteva fare di più, invece avete chiuso a 26 punti, contro i 28 dell’anno scorso (in realtà erano 30, contando anche i 2 tolti di Lucca).

«Difficile fare paragoni, penso che con più attenzione, potevamo avere nel carnet almeno 4 o forse anche 6 punti in più». Adesso i tifosi chiedono notizie per il futuro: a inizio aprile, ha avuto un incontro col sindaco per coinvolgere altri personaggi e far sì che l’avventura ai piani alti del basket potesse continuare. «Stiamo lavorando» si fa serio il presidente «purtroppo, le condizioni economiche sono difficili. Al di là del nostro pubblico, che risponde sempre (quest’anno le presenze sono aumentate intorno alle 2mila per gara, ndc), certo non vogliamo che la vicenda diventi come un inutile film agostano. Personalmente ho contatti con gruppi economici al di fuori del nostro territorio, al fine di mantenere la squadra a Roseto; poi risentirò le istituzioni coinvolte, spero a breve. Del resto, è normale che dopo 5 anni, chi ha retto le sorti del basket rosetano possa pensare che da soli non è giusto continuare». (m.r.)

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