Roseto guarda al futuro con l’Academy

Sono 100 i ragazzi nel settore giovanile degli Sharks guidato da Rossi
ROSETO. Roseto guarda al futuro e cerca di sfornare i campioni di domani. Il settore giovanile degli Sharks da quest’anno ha lanciato il progetto dell’Academy biancazzurra che conta circa 100 atleti guidati da Raffaele Rossi, tecnico di Porto Sant’Elpidio già in passato alle giovanili di Pesaro e Montegranaro, capace l’anno scorso di guidare Civitanova fino ai play off per l’A2. «Sono qui grazie alle collaborazioni estive fatte con la Stella Azzura Roma, ma anche per i rapporti con gli amici della Scuola Minibasket: una conoscenza del territorio che ci ha permesso di riunire le principali società del territorio, trend che vogliamo espandere». Gli obiettivi sono chiari: «La cura e l’attenzione sul giocatore: ribaltiamo l’idea di costruirne uno all’interno di una squadra, noi facciamo esattamente l’opposto concentrandoci sul lavoro fisico individuale e sull’attenzione ai dettagli. In questo modo vogliamo catturare la fiducia e la stima dei ragazzi e delle loro famiglie, per arrivare ad avere insieme risultati tangibili». Un’Academy che non vuole essere solo una scuola per diventare giocatori di basket: «Vogliamo dare a tutti i ragazzi l’opportunità di giocare a basket anche solo per divertirsi», precisa Rossi, che spiega bene la trafila da fare: «Il percorso inizia con la Scuola Minibasket che fa giocare bambine e bambini, poi si passa alle varie selezioni Under dove già oggi abbiamo anche più di una squadra per ogni categoria. Infine l’arrivo in prima squadra in A2 per i più meritevoli: adesso per esempio, abbiamo con loro i vari Cocciaretto, Pedicone e Palmucci che sono proprio partiti dal nostro minibasket, è poi c’è l’under 18 che partecipa a rotazione ai loro allenamenti». Il salto che tutti i giovani sognano, ma che a pochi riesce: «Per questo stiamo preparandoci con dei passaggi intermedi: potremmo avere una squadra anche nelle minors, oppure aprire a collaborazioni con le società vicine» racconta il tecnico biancazzurro che poi punta sulla foresteria: «Avere a disposizione le strutture giuste ci permette di poter far venire da fuori ragazzi fisicamente interessanti: è il modo migliore per far crescere meglio i nostri. Attualmente ne abbiamo otto, due serbi, un ragazzo bosniaco e uno albanese, un macedone e poi un ragazzo di Lecce, di Roma e di Vicenza». Nel frattempo si giocano i campionati giovanili: «Le nostre squadre sono tutte impegnate nei regionali, tranne l’under 18 che fa il nazionale ed è quinta in classifica», racconta Rossi che poi chiude guardando al futuro: «Crescere numericamente e qualitativamente, mandare altre squadre under ai nazionali e continuare coi giocatori della prima squadra a coinvolgere i più piccoli con incontri nelle scuole ma anche durante i loro allenamenti».
Marco Rapone
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