Roseto Panthers, abbandonano in tre

5 Marzo 2018

La Mauri, Pasqualin e D’Angelo lasciano per motivi di lavoro. Ghilardi: un peccato

ROSETO. Vinta la partita con Senigallia nella scorsa settimana e archiviata la pratica salvezza, le ragazze del Roseto Panthers si godono il successo, arrivato nonostante qualche defezione importante nel roster.
Per problemi di lavoro infatti, hanno dovuto abbandonare la squadra ben 3 delle 6 giocatrici senior a roster, un rimescolamento di carte che ha portato ad un immediato ringiovanimento della squadra, con altrettante giocatrici under inserite nelle rotazioni dal coach Franco Ghilardi, che è anche referente tecnico territoriale per la Fip femminile.
«Purtroppo abbiamo dovuto salutare tre giocatrici fondamentali per noi, visto che avevano giocato anche in serie A: Serena Mauri, da poco laureata, è entrata in specialistica di Ginecologia a Chieti, e poi Giulia Pasqualin e Maria D’Angelo che hanno iniziato nuovi lavori, incompatibili con gli impegni sportivi. A tutte loro va comunque il nostro affetto».
Sotto con le più giovani quindi: «Diciamo che non tutto il mal viene per nuocere: abbiamo dato più spazio alla linea verde, con tante ragazze dell’Under 18 in campo», afferma il tecnico Franco Ghilardi. «Certo, a volte andiamo in difficoltà contro le squadre più attrezzate, ma tutto sommato siamo competitivi lo stesso, ci godiamo la salvezza sperando di poter raccogliere in fretta i frutti di questa semina».
Il tema dell’abbandono della pratica sportiva nella pallacanestro femminile, è purtroppo un problema molto frequente e molto sentito.
«Purtroppo è un problema con il quale dobbiamo convivere. Dover rinunciare a giocatrici che per problemi di lavoro, familiari o talvolta di studio, sono costrette a sospendere la loro carriera o addirittura a smettere definitivamente», sostiente il coach del Roseto Panthers, «è un problema che riguarda tutto il movimento: ed è un vero un peccato, perché per la maggior parte delle volte – come nel nostro caso in particolare – si tratta di ragazze che fanno enormi sacrifici per amore di questo sport».
La sua squadra non è sembrata però impreparata, dopo questi tre abbandoni. Merito del fatto che il club ha sempre puntato storicamente molto sul settore giovanile. «Effettivamente essere diventati un punto di riferimento nel basket femminile abruzzese ci fa piacere, merito del grosso lavoro sul campo che facciamo, che ci sta portando anche a buoni risultati», sottolinea coach Ghilardi.
«L’anno scorso, ad esempio, con le under 15 giocammo le finali nazionali, quest’anno invece abbiamo appena perso la finale Under 20 con Pescara, ma giocandocela fino alla fine, senza dimenticare che siamo primi anche nei campionati regionali Under 18 e Under 16».
Marco Rapone
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