Roseto parte bene poi cede il passo a Udine

Gli Sharks, senza Fulltz, patiscono la tenacia difensiva dei friulani
UDINE. Troppa Gsa Udine per questa Roseto. Senza Fulltz, alle prese con un'infiammazione, ieri pomeriggio, al PalaRubini di Cividale del Friuli, gli Sharks hanno patito oltremisura la tenacia difensiva della formazione di coach Lino Lardo nella quale, ancora una volta, è risultato determinante Allan Ray (Mvp dell'incontro con trenta punti).
Nonostante un avvio e un finale importanti, Roseto è stata ferita nella parte centrale del match, non riuscendo a trovare le contropartite necessarie per fermare i friulani, reduci dal successo casalingo contro Forlì.
La partita si apre con un sostanziale equilibrio tra le due formazioni che combattono punto a punto con due terminali offensivi non usuali: Ferrari, da una parte, e Amoroso dall'altra. Senza giocate spettacolari, ma con molta grinta, gli Sharks riescono a chiudere la prima frazione in vantaggio 17-18. Ma la reazione della Gsa Udine non si fa attendere.
I bianconeri ritrovano i pesanti canestri di Ray, che si conferma uno dei giocatori più difficili da marcare in questa categoria. È proprio il numero 25 dell'Apu che fissa il massimo vantaggio dei padroni di casa sul +7 dopo quattro minuti dall'inizio del secondo periodo (27-20).
La replica di Roseto è troppo timida. Ne approfittano, dunque, ancora i padroni di casa che con Traini raggiungono il +9 (29-20) a quattro minuti dal termine e 40 secondi dopo si portano sul +10 con il giovane Diop (32-22).
Rimasto inizialmente ai margini, si sveglia quindi Adam Smith che si conferma un cecchino praticamente infallibile a disposizione di coach Di Paolantonio.
Ma a tentare di rimettere in partita gli abruzzesi è Mei, che nel finale di periodo piazza una provvidenziale tripla (36-30).
Si va così all'intervallo lungo sul 39-32. Uno svantaggio recuperabile. Ma Roseto scende in campo troppo “leggera”: Ray e Okoye rubano e trasformano palloni importanti, mentre Sherrod & compagni commettono qualche errore di troppo sotto canestro. In casa friulana, ancora una volta, sono Ferrari e Ray a mettersi in luce. A metà periodo, quindi, Udine prende il largo con un +16 che di fatto taglia le gambe agli abruzzesi.
La partita sembra finita, ma così non è. Nell'ultimo periodo, Udine paga le rotazioni corte, dovute ai tanti infortuni, e arretra concedendo spazio e canestri a Roseto, che si porta fino al meno quattro a un minuto e 42 secondi dal termine. Ma non basta per riacciuffare il risultato, che viene “spento” da Traini nei secondi finali (79-67). La classifica, comunque, resta più che luminosa (22 punti) per una delle realtà più interessanti del girone Est: ora sotto con Forlì e Recanati per chiudere definitivamente il discorso salvezza.

