Roseto punta alla A2 e Gramenzi scommette sul gruppo dei giovani

ROSETO. Dopo la bella giornata del raduno della Liofilchem Roseto travolta dall’affetto dei suoi tifosi, partono oggi per la squadra le visite mediche, i test fisici e i primi assaggi con la palla...
ROSETO. Dopo la bella giornata del raduno della Liofilchem Roseto travolta dall’affetto dei suoi tifosi, partono oggi per la squadra le visite mediche, i test fisici e i primi assaggi con la palla sul parquet. A sovrintendere coach Franco Gramenzi, teramano amatissimo dalla piazza rosetana dopo l’ultima brillante stagione: «Difficile fare il conto, dovremmo essere intorno alla mia 35esima stagione se penso ai miei inizi a Campli nell’89/90», sorride l’esperto coach dei biancoblù che aggiunge su questa nuova avventura: «Questo sarà il mio secondo anno a Roseto, dopo una finale giocata e persa ma tra gli applausi di un palazzetto pieno. In quel frangente ci è mancato l’ultimo passo che dobbiamo costruire ora. Arriviamo ai nastri di partenza con dietro tutto il lavoro fatto da società, staff e giocatori, senza dimenticare i tifosi: manca solo l’ultimo pezzo, lo sappiamo, e per questo ci vogliamo riprovare». Squadra rinnovata con principi chiari: «Adesso c’è una certa intercambiabilità nei ruoli, cosa che cercavamo. Starà a noi capire come tirare fuori il meglio, anche agendo sulla crescita del nuovo gruppetto dei giovani». Girone B con tante pretendenti, sembra quasi una A3: «Sarà difficilissimo, con tante partite in più e una competitività aumentata stante la riduzione di squadre in A2. Vedo insieme a noi squadre come Livorno, le due Montecatini, Ruvo, le 3 retrocesse e la neopromossa Virtus Roma, competitiva come pure Caserta. Una situazione molto diversa rispetto al girone A dove vedo solo 3 squadre in lizza. Prevedo per noi un grosso equilibrio, ci giocheremo molto negli scontri diretti e su tanti campi caldi». Tra i quali però c’è pure il PalaMaggetti: «Di sicuro, i tanti tifosi sono la nostra forza. Noi garantiremo il massimo impegno. Ripartiamo insieme da qui».
Marco Rapone
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