Roseto senza mordente e la difesa è troppo molle

9 Febbraio 2018

Domenica a Piacenza e poi in casa contro Bergamo le sfide a cui aggrapparsi per continuare a sperare nella salvezza. Ma occorre cambiare registro

ROSETO. Inutile girarci intorno: giocando così questo Roseto Sharks avrà molte difficoltà anche solo a provare a combattere per l’obiettivo della salvezza. La prova fornita mercoledì sera contro Forlì, tra le più abbordabili almeno sulla carta, è stata desolante per la pochezza difensiva mostrata, lontana anche dalle più semplici regole di aiuto che i giocatori dovrebbero aver recepito, visto che lavorano diretti dallo stesso staff tecnico da oltre cinque mesi. E, invece, tra sviste, mancati raddoppi, giocatori che si fermano sui blocchi, e lunghi a fare show inutili ben oltre la linea dei tre punti, sale la depressione per un gruppo che reduce dalla sconfitta di Udine, sarebbe dovuto scendere in campo con ben altro piglio, atteggiamento e amor proprio. Incredibile come la squadra, invece, si sia accontentata di mettere insieme una difesa che ha concesso oltre 90 punti agli avversari, come se non si fosse ancora capito che già quando ne concedono 80, gli Sharks non vincono mai: rifatti i conti, è successo ben 15 volte nelle 20 gare disputate. A poco vale a questo punto la scusa di aver giocato con un Carlino in evidente empasse, praticamente rallentato se non fermato da uno stiramento: è mancata la sua leadership in campo, la sua tecnica, ma è apparso ancor più stridente il modo con il quale i suoi compagni se la sono giocata, affidandosi ad iniziative estemporanee illogiche, incaponendosi al tiro dalla lunga distanza contro una squadra che pressava alto coi suoi esterni, invece di dar palla sotto ad Ogide al quale l’avversario poteva solo prendere il numero di targa.
E senza dimenticare che se si fosse insistito di più con quel pick and roll centrale, forse si sarebbero potuti aprire spazi sugli scarichi proprio per Carlino, che alla fine vista la situazione e pur con le sue difficoltà, ha anche provato a far da solo. In questa situazione onestamente critica, gli Sharks (che hanno ceduto D’Eustachio in prestito ad Ortona) si devono resettare in fretta, visto che domenica si giocherà a Piacenza e quella successiva in casa con Bergamo, match point della stagione: la prima cosa da fare a questo punto è farsi tutti un esame di coscienza, club, staff e giocatori, quantomeno per affrontare i prossimi due match con quello spirito di squadra, quell’atteggiamento mentale, quella concretezza nelle letture e quella voglia di difendere che in fondo sono il minimo dovuto nei confronti di quei 1.500/2.000 tifosi che finora hanno riempito le tribune del PalaMaggetti. E poi bisogna recuperare al meglio possibile Matt Carlino, che sarà anche motivato dal fatto di aver vicino il padre allenatore. Quindi ginocchia basse, testa giù e pedalare. Forte. Perché siamo arrivati davvero al momento dell’ora o mai più.
Marco Rapone
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