Roseto sfiora l’impresa a Bologna: applausi nonostante il ko

Basket A2 maschile: gara in bilico fino all’ultimo nella bolgia del Paladozza, la Fortitudo vince 89-85. (Nella foto, Marco Timperi)
Se non altro, l’ampio divario tra le due squadre in classifica, sul parquet del Paladozza, non s’è quasi visto. Roseto lotta con unghie, denti e tutto quel che potrebbe farle comodo, ma dopo 40’ è la storica squadra di casa a tirare il fiato mettere da parte altri 2 punti per la propria corsa.
Ma visto e considerato tutto, chiedere a una zucca di diventare carrozza senza la bacchetta magica è complicato, per cui sotto coi prossimi, come si suol dire, anche se morir grassi non piace a nessuno.
Comunque, non ci poteva essere cornice più bella, per chi ama il basket, di un Paladozza sold out per iniziare anno e girone di ritorno. Una seconda metà di campionato che peraltro dovrà portare con sé punti importanti, viene da dire. Nella miriade di teste bolognesi c’è anche un nutrito spicchio biancazzurro, che non si è fatto sfuggire l’occasione di sostenere la propria squadra anche nel tempio della pallacanestro italiana. A fare gli ex Caja e Guaiana da un lato, Landi e Cinciarini dall’altro, con il numero di vecchie glorie strozzato “solo” a 4 con Italiano e Finelli, dalla sponda abruzzese, che da tempo hanno preso altre vie.
E poi via, si parte, con Roseto alla ricerca di punti d’oro per uscire dal tunnel e la Fortitudo di gettoni da giocarsi nella baraonda dei piani alti. Tutto sommato la squadra di Bassi riesce a restare alle calcagna bolognesi, approfittando dell’abbondanza di falli spesi dai padroni di casa. Muscoli dietro, cuore davanti, il 24-21 che chiude il primo quarto fa ben sperare per la coraggiosa banda abruzzese.
Si rientra in campo con fiducia, ma si chiudono i rubinetti per la Liofilchem, a digiuno per oltre 3’, dovendo fare però i conti con la rinnovata verve offensiva dei padroni di casa. Meno male che esiste un Robinson al mondo, e meno male che gioca a Roseto, visto che a metà parziale 14 punti su 29 sono di firma sua. Si corre più che in una maratona, Petrovic si regala un’esultanza a mo’ d’arciere che fa infuriare l’intero Paladozza, poi il gioco da 4 del solito Robinson è linfa pura per Roseto che si presenta alla pausa lunga solo a due lunghezze di distanza (46-43).
Restano agitati gli animi sul parquet, con Roseto che ha il merito di cavalcare l’onda delle risicate rotazioni avversarie e soprattutto la furia di un Robinson onnipotente a tu per tu con la retina. E dire che ci sarebbe anche modo di andare in vantaggio, ma il basket è uno sport di attimi e, se quelli chiave non vengono colti, è difficile avvolgere indietro il nastro.
Sotto di nuovo, dunque, a cercar fortune da mattonelle non più generose come nel tempo precedente. La preghiera di Cinciarini si spegne sul ferro, ed è 65-59 a fine terzo parziale.
Non c’è alcuna intenzione di mollare dalla sponda Liofilchem, con la squadra di Bassi che gratta fino all’ultimo centesimo dal barile della Fortitudo, alla ricerca di un modo per chiuderla. Roseto chiude le maglie dietro, ma nella pallacanestro, purtroppo, vince chi fa un punto in più. Finisce con un amaro 89-85 al Paladozza, con la consapevolezza, però, che la strada è quella giusta.
BOLOGNA-ROSETO 89-85
FORTITUDO BOLOGNA: Braccio 0, Sarto 11, Anumba 3, Della Rosa 25, Sorokas 23, Guaiana 2, Fantinelli 18, De Vico 7, Barbieri ne, Moretti 8, Gamberini ne. Allenatore: Caja.
LIOFILCHEM ROSETO: Sabatino 2, Cannon 14, Laquintana 7, Brocco, Petrovic 10, Donadoni 6, Robinson 22, Landi, Tsetserukou4, Timperi 10, Cinciarini 10. Allenatore: Bassi.
Arbitri: Salustri di Roma, Terranova di Ferrara, Luchi di Prato.
Note: parziali: 24-21;22-22;19-16;24-26

