Roseto si gode Di Bonaventura: «Il primo passo per la salvezza»

30 Gennaio 2018

Pallacanestro A2, l’ala 20enne degli Sharks grande protagonista nella gara vinta contro Orzinuovi «Dedicato a mio padre che ha allenato qui, ora non fermiamoci». Mercato, Legion e Bryan lontani

ROSETO. L’impresa compiuta domenica scorsa dagli Sharks contro Orzinuovi, porta la firma di un protagonista inaspettato, Giorgio Di Bonaventura. Il classe 1997, arrivato quest’anno da Moncalieri, squadra con la quale quasi un anno fa vinse lo scudetto under 20, è un’ala piccola di Teramo e figlio d’arte, visto che suo padre è quel coach Gabriele, che fu il condottiero dei rosetani alla vittoria del campionato di C1 nel 95/96. Atleta versatile e fisico, Di Bonaventura domenica è stato autore di una prestazione perfetta: in 18 minuti infatti, oltre alla solita grande dedizione a difendere sugli attaccanti avversari, ha scritto a referto 10 punti (3/3 da 2, 1/1 da 3, 1/2 ai liberi), impreziosendolo con 3 assist ed 1 palla recuperata (diciamo che la seconda era in comproprietà con Marulli), totalizzando 14 di valutazione.
«Una vittoria che per la nostra squadra vuol dire tutto, esser riusciti anche a ribaltare differenza canestri è la prova che abbiamo giocato bene, con orgoglio e rabbia». La sua è stata una gara d’intensità pazzesca: le brutte percentuali di Sollazzo e la dedizione su Raffa non sono passate inosservate: «Penso di non aver fatto nulla di straordinario, sono qui per dare intensità difensiva alla mia squadra, poi in attacco a volte segno poco o niente, mentre stavolta ho trovato il canestro in modo più facile. Ma ripeto, penso di aver fatto solo il mio dovere, perché ho 20 anni e le gambe per poter difendere duro, aiutare i compagni e tenere il campo con intensità. Il coach lo sa, stavolta mi ha fatto giocare tutto l’ultimo quarto e non posso che ringraziarlo». Dopo aver segnato la sua prima tripla da professionista, è sembrato esserci uno sguardo d’intesa con suo padre che era in tribuna: «Me lo aveva predetto, dedicargliela era il minimo; io sono nato un anno dopo il suo campionato vinto a Roseto, e devo dire che giocare qui è proprio come me lo raccontava, c’è sempre un clima di grande partecipazione al PalaMaggetti». Come siete ripartiti quando Orzinuovi nel terzo quarto è risalita al -1? «Eravamo in un momento di poca lucidità offensiva, ma siamo stati bravi a seguire il coach che con due strilli ci ha svegliati, poi con la spinta del pubblico abbiamo ricominciato a correre in attacco, dando tutto quello che avevamo dentro. Siamo scappati diventando irraggiungibili». Giunti nello spogliatoio, è arrivata la notizia dell’aggancio a Bergamo: «È solo il primo passo. Abbiamo davanti una serie di gare decisive, per cui adesso non dobbiamo accontentarci, ma capire bene che giocando così, e tenendo gli avversari sotto i 70 punti, abbiamo la possibilità di vincere altre gare e lottare fino in fondo per la salvezza». Infine, per quanto riguarda il mercato, sono senza sbocchi le ipotesi di un clamoroso ritorno di Legion e Bryan attualmente alla Fortitudo. Gli Sharks, quindi, sempre a caccia dell’ala piccola italiana (Frassineti?)
Marco Rapone
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