Rossi, che peccato! Bagnaia campione

Valentino prima domina e poi regala il successo a Marquez. Il pilota piemontese conquista il titolo della Moto2
SEPANG (MALESIA). Alla giornata perfetta sul 'pianeta VR46' manca solo l'apporto del suo inventore. Il Valentino nazionale, dopo una gara dominata, a quattro giri dal traguardo di Sepang perde il posteriore della Yamaha e incappa in una scivolata che consegna a Marc Marquez la nona vittoria del 2018, la 70ª in carriera. Ed alla Honda il 24° titolo costruttori. Sarebbe stata la ciliegina su una torta che resta comunque dolcissima. Merito del primo mondiale di Francesco 'Pecco’ Bagnaia - talentuoso frutto della Academy voluta da Rossi e cresciuto nello SKY Racing Team VR46 - grazie al terzo posto in Moto2. Vince - altro inedito - Luca Marini, fratello di Valentino e compagno di box di Bagnaia, bravo a raffreddare gli ardori di Miguel Oliveira (secondo), fino a ieri l'altro pretendente al titolo della classe intermedia. «Un'emozione unica, incredibile. Sono arrivato qui con tanta pressione, sapevo di poter vincere il campionato e ho cercato di pensarci il meno possibile», ha raccontato il pilota piemontese. «Ieri, dopo la qualifica, qualcosa è cambiato. Tutto ha iniziato a diventare reale. Al termine della pre-season ho capito che potevo giocarmi il titolo, ma ora è diverso, sono campione davvero. I ringraziamenti? È una lista infinita: a Vale, Uccio (Alessio Salucci, ndr) e tutta l'Academy, Sky, mia sorella e la mia fidanzata. Il team manager Pablo Nieto e Idalio Gavira (coach di guida, ndr), fondamentali dentro e fuori la pista».
Ultima, ma non ultima, «la squadra». «Mi sono emozionato», ha confessato Rossi. «Se avessi vinto anche io forse sarebbe stato il giorno più bello della mia carriera. Peccato perché è stata la gara migliore della stagione. Mi sentivo a mio agio, avevo un buon passo. Stavo spingendo per fargliela sudare a Marquez fino alla fine. Ero piegato e appena ho dato gas il dietro è partito». Così sul podio con lo spagnolo sono saliti Alex Rins e Johann Zarco, seguiti da Vinales, il redivivo Pedrosa e Dovizioso. Marquez non si è scomposto per quella pole toltagli per aver ostacolato il vastese Andrea Iannone in qualifica. Il via dalla settima casella - su una pista che offre occasioni di sorpasso - non lo ha messo in imbarazzato. Poche curve per recuperare, con un rischio corso al primo giro quando ha perso per un attimo il posteriore, 'spaventando’ Iannone che è caduto, lui sì. «È stata la vittoria del cuore», ha commentato, «la gomma posteriore a metà gara ha cominciato a surriscaldarsi. Allora ho dovuto rallentare un po’. Nel finale, quando ho visto che stavo recuperando su Valentino, l'energia è tornata. Peccato perché sarebbe stato bello vedere come finiva il duello».
«Deluso» Dovizioso: «Non sono riuscito a fare la gara che mi aspettavo e ho sofferto molto per la mancanza di grip. Alla fine, grazie all'errore di Rossi, siamo riusciti a portare a casa il secondo posto sia nel mondiale piloti che in quello costruttori. Sono contento di questo risultato, ma quest'anno non siamo riusciti a contrastare veramente Marquez». Sepang ha consegnato anche il titolo Moto3, allo spagnolo Jorge Martin, vincitore della gara. Alle sue spalle in classifica iridata sgomitano quattro piloti italiani.
Giuseppe Daltamonte

