Rossi e Stendardo: «Fidatevi di Zauri»

6 Giugno 2019

Ufficializzata la promozione del tecnico in prima squadra

PESCARA. L’incoraggiamento di un suo mentore e di un ex compagno di squadra. Delio Rossi e Guglielmo Stendardo hanno condiviso con Luciano Zauri tre anni indimenticabili nella Lazio (dal 2005 al 2008).
Questa mattina c’è la presentazione del nuovo tecnico del Pescara e i vecchi amici gli rivolgono un dolce pensiero. Ovunque abbia giocato, Zauri si è guadagnato stima e rispetto. Disponibilità, educazione e cultura del lavoro i capisaldi del suo cammino sin da quando militava nelle giovanili dell’Atalanta. Delio Rossi, ex tecnico del Delfino, reduce dalla breve esperienza sulla panchina del Palermo, lo ricorda con affetto. «Zauri è stato sempre in sintonia con i suoi compagni», le parole di Rossi, «ha vissuto uno spogliatoio formato da grandissimi calciatori ritagliandosi un ruolo di prim’ordine, soprattutto grazie alla sua straordinaria sensibilità calcistica. Un professionista esemplare, non un fenomeno, ma grazie all'intelligenza e alla duttilità giocava quasi sempre». Dopo l’apprendistato come collaboratore di Massimo Oddo, un altro ex allievo di Rossi, e i successi con la Primavera del Pescara, Zauri ha la grande chance. «Non è facile dire se abbia le stimmate dell'allenatore, però credo che con la sua umiltà e dedizione al lavoro Luciano possa affermarsi anche nel nuovo percorso. La carriera di un tecnico non è la prosecuzione naturale di quella del calciatore. Chi lo pensa sbaglia, ma sono convinto che Zauri ne sia consapevole perché è intelligente. L’ho seguito, ha già accumulato esperienze, scrive su riviste specializzate e conosce bene il mondo del calcio. Sa che bisogna impegnarsi per diventare un tecnico bravo. Adesso ha un’enorme responsabilità: guidare gli altri non è come guidare se stessi». Il presidente Daniele Sebastiani ha spesso affidato la panchina della prima squadra a tecnici della Primavera sfidando i rischi del noviziato. «Il rischio c’è anche se ingaggi un allenatore esperto. Ripeto spesso che il futuro è sì dei giovani, ma di quelli bravi e preparati. Luciano ha il vantaggio di conoscere la società e l’ambiente. Inoltre, è abruzzese e ha un grande senso di appartenenza che non guasta mai. All'inizio potrebbe annaspare, ma darà il massimo per portare in alto il Pescara». Infine, un consiglio. «Gli dico solo di essere se stesso. Se deve sbagliare, deve farlo con la sua testa».
Guglielmo Stendardo, ora docente di diritto sportivo all’università Luiss di Roma, si unisce agli elogi. «Luciano è un ragazzo serio e preparato, sono felice per lui». L’ex difensore biancazzurro si augura che i risultati siano subito positivi. «Spero che parta bene, perché le vittorie consentono di lavorare con serenità e di acquisire fiducia. Troverà un mondo diverso rispetto al settore giovanile, ma l’esperienza maturata in palcoscenici prestigiosi gli darà una mano». Poi il ritratto del suo vecchio amico. «Nello spogliatoio Zauri era abbastanza silenzioso, la sua serietà e professionalità erano un esempio per tutti. Un terzino affidabile, da sei in pagella, badava al sodo e questo gli ha permesso di giocare con continuità in A e fare una carriera bellissima». Il Pescara ripartirà dopo la sconfitta nella semifinale play off contro il Verona. La speranza è che Zauri possa fare meglio di Pillon. «Il Delfino ha disputato un bel campionato, alcuni episodi hanno impedito alla squadra di centrare la finalissima. Luciano inizierà il lavoro con un’ossatura consolidata che conosce bene. Poi, come ha sempre fatto, Sebastiani renderà competitivo l’organico. Ho giocato nel Pescara, so quante critiche ha ricevuto il presidente e capisco che i tifosi vogliano sempre di più, ma vi assicuro che di questi tempi non è facile trovare un club che fa quadrare i conti e paga regolarmente gli stipendi. Sono convinto che anche quest'anno il Pescara allestirà una rosa forte». In chiusura, l’avvocato Stendardo svela il ricordo più bello che lo lega al neo-tecnico biancazzurro. «Il gol del momentaneo 1-1 in Champions League contro il Real Madrid nel 2007: cross di Zauri, io di testa servo Pandev che batte Casillas. La partita finisce 2-2, una serata indimenticabile».
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