Rossi: il bello e il brutto della mia vita

3 Dicembre 2014

L’attaccante della Fiorentina infortunato ha presentato il suo libro “My Way”

FIRENZE. «C'è chi ha parlato di carriera finita ma io certi pensieri ho cercato di lasciarli fuori dalla mia testa, penso solo a tornare più forte di prima e sono convinto che sarà così». È quanto ha dichiarato Giuseppe Rossi, l’attaccante della Fiorentina, a margine della presentazione ieri a Firenze, presso la Syracuse University, del suo libro intitolato “My Way”, scritto con la giornalista Alessandra Bocci ed edito da Mondadori.

«Non so ancora quando tornerò a giocare», ha continuato l'attaccante della Fiorentina e della Nazionale, impegnato nella riabilitazione dopo il quarto intervento al ginocchio destro subito a settembre, «voglio affrontare tutto con tranquillità e nel rispetto dei tempi. Però sono sicuro che tornerò più forte di prima. Fisicamente sto bene, sto migliorando ogni giorno, ma ci vogliono tempo e pazienza. Comunque siamo sulla strada giusta».

Inevitabile parlare di Fiorentina-Juventus, in programma al Franchi venerdì sera.

Una sfida da sempre molto sentita dai tifosi viola e che la scorsa stagione lo vide protagonista con una tripletta a Buffon, che insieme al gol di Joaquin permise alla sua squadra di rimontare da 0-2 a 4-2. «Fu un momento bellissimo, unico, sia per me che per i compagni e per tutta Firenze», ha detto il bomber viola, il cui papà è partito emigrante negli Usa da Fraine in provincia di Chieti.

Sulla Fiorentina: «Abbiamo gli stessi obiettivi, puntiamo sempre a migliorare per arrivare il più in alto possibile».

Nel suo cuore c'è pure la Nazionale. «Inseguo per il futuro tanti obiettivi, anche con la maglia azzurra», ha ribadito “Pepito” Rossi, accompagnato dalla madre Cleonilde e dai suoi manager, Andrea e Federico Pastorello, «quando sono in campo mi sento italiano, perché sono cresciuto guardando la Serie A, mentre di americano ho molto dentro, perché sono nato negli Stati Uniti e ho vissuto lì 12 anni, la mia parte americana è la mentalità».

«Fiorentina-Juventus comunque la vedrò dalla tribuna. La partita dell’anno scorso è stato un momento bellissimo e un capitolo del libro l’ho dedicato a quella giornata, soprattutto per le cose viste dal campo».