Rossoblù in silenzio, i ricordi di Acori
Il tecnico riminese: «Una città che vive di calcio con tifosi che ancora ringrazio»
RIMINI. La squadra rossoblù prosegue il silenzio stampa. Il primo punto della gestione Modica non cambia i programmi, anche perché con quella di ieri sono adesso 9 le gare consecutive in cui all’Aquila manca la vittoria. Quattro i pareggi e cinque le sconfitte (di cui quattro esterne consecutive prima del punticino di ieri) che rendono difficile concludere la stagione evitando i play out. L’unico risultato positivo della terzultima giornata è arrivato soltanto da Prato, con i locali che hanno rimontato due gol al Santarcangelo costretto al pareggio e che pertanto resta a tre punti di distanza. Per il resto, non sono arrivate buone notizie: la Lupa Roma ha accorciato battendo l’Ancona, mentre Pistoiese e Lucchese sono “scappate”, con il solo Tuttocuoio sconfitto nel derby toscano. L’Aquila dovrà cercare di vincere le ultime due gare (Lucchese in casa e Lupa Roma fuori) non solo per provare a evitare gli spareggi retrocessione, ma anche per cercare di disputarli, eventualmente, nella miglior posizione di classifica possibile.
È questo lo stesso obiettivo del Rimini, sulla cui panchina siede quel Leonardo Acori che all’Aquila ha allenato nella stagione 1991-92, quella dello spareggio perso per la C2 contro il Gualdo: «Una città di calcio, con tifosi che mi sento ancora di ringraziare perché sono stato benissimo, e ai quali posso solo augurare il meglio», queste le parole del tecnico del Rimini in riferimento alla sua esperienza abruzzese. Quanto alla partita, l’allenatore è soddisfatto dei suoi: «Abbiamo disputato un’ottima partita, ma non siamo riusciti a sfruttare le occasioni create soprattutto all’inizio della gara, senza dimenticare la traversa di Polidori», sottolinea Acori, preoccupato per le condizioni di Ferrari. Il portiere, uscito a pochi minuti dalla fine per infortunio dopo essere stato protagonista di diversi interventi, è stato trasportato in ospedale per accertamenti. «È stato messo ko da uno scontro con De Sousa, il ginocchio ha preso una brutta botta ma spero che non sia più grave del previsto», queste le parole dell’allenatore, che quasi “minimizza” gli interventi del suo estremo difensore. «Ha fatto parate che un portiere della sua esperienza può gestire tranquillamente». Al tecnico viene chiesto conto dei cambi: «Ho tolto Puccio perché già ammonito. Lo era anche Carcuro, ma non mi aspettavo che potesse essere espulso anche perché tra i due era il primo a essere a rischio maggiore proprio per il ruolo ricoperto. Peraltro Carcuro, nonostante abbia saltato gran parte della stagione, nel secondo tempo contro il Santarcangelo è stato uno dei migliori. Contro L’Aquila siamo calati nella ripresa, probabilmente siamo stati troppo arrembanti nel primo tempo».
Se c’è una cosa migliorabile, è una fase particolare della gara. «Peccato per aver sbagliato spesso l’ultimo passaggio. Abbiamo comunque fatto buone giocate, peraltro al cospetto di una squadra con elementi molto validi». Quanto al rush finale, Acori ha una convinzione: «Sei punti dovrebbero bastare per la salvezza diretta, anche perché siamo tutti lì e nessuno regalerà nulla, considerato anche che ci sono tanti scontri diretti». Da segnalare anche uno striscione (“Scotti uomo vero”) che i tifosi locali hanno dedicato al portiere aquilano, ex di turno.

