Sabatino e Tucceri, le pioniere

Le due azzure reduci dai Mondiali tra orgoglio e speranze: «Non dimenticatevi di noi»
PESCARA. Le sorelle d’Abruzzo - al secolo Daniela Sabatino da Castelguidone e Linda Tucceri Cimini da Cerchio - sono state l’anima dell’Italdonne. «Le casiniste del gruppo», come si autodefiniscono le calciatrici del Milan. Nei loro volti un velo di tristezza per l’eliminazione ai quarti e la mancata qualificazione alle Olimpiadi, ma anche la soddisfazione e l’orgoglio di aver scritto una pagina importante del calcio femminile italiano. Se ne sono accorte loro stesse al ritorno in Italia quando all’aeroporto hanno trovato fans, telecamere e giornalisti ad accoglierle. Ora aspettano lo status di professioniste, perché c’è un patrimonio di entusiasmo e di credibilità da non disperdere. Circa 24mila le tesserate in Italia. L’Abruzzo è una terra foriera di talenti, ma mai ai vertici. Le migliori espressioni sono Pescara, Chieti e Bellante, raggiunti in serie C dall’Asd Free Girls. Sono 341 le calciatrici tesserate, circa 370 quelle nei settori giovanili. Due anni fa l’acuto del Chieti che ha partecipato al campionato di serie A dove militano - oltre alle azzurre Sabatino e Tucceri Cimini, le prime abruzzesi a partecipare a un Mondiale - le frentane Federica Di Criscio della Roma e Evelyn Vicchiarello (Florentia), oltre alla pinetese Deborah Salvatori Rinaldi (Florentia).
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