Salvatori Rinaldi, bomber campionessa d’Italia

10 Maggio 2017

La 26enne punta di Pineto protagonista nella Fiorentina Women’s che sabato ha vinto lo scudetto

In attesa che il movimento femminile decolli, l’Abruzzo si gode una campionessa d’Italia: Deborah Salvatori Rinaldi, centravanti della Fiorentina Women’s Fc che sabato scorso, davanti a settemila spettatori al Franchi, ha vinto per la prima volta lo scudetto.
E la 26enne attaccante di Pineto ha dato il suo contributo con sette gol in campionato e otto in coppa Italia. «Sto vivendo un’emozione grandissima, ancora oggi, a distanza di giorni dal trionfo, non si parla che di noi a Firenze», il racconto della studentessa universitaria con la passione per il calcio. Una passione trasmessa dal padre e dallo zio. Il padre, Rodolfo, ha fatto il settore giovanile nel Pescara e poi ha proseguito la carriera tra i dilettanti; lo zio, invece, è Giuseppe Palazzese indimenticato centrocampista del Giulianova e fratello della mamma Barbara. «Io sono nata con una pallonata», racconta Deborah, «ero nel pancione di mamma e mio cugino tirò il pallone contro mia mamma, la quale poi fu costretta ad anticipare la fine della gravidanza».
La Salvatori Rinaldi da sei anni è a Firenze, prima ha vissuto a Verona e a Trento. I primi calci li ha dati nel Pineto. «Ho fatto gli Esordienti e un anno di Giovanissimi con gli allenatori Di Marco e Criscuolo. Lungi da me l’idea di un futuro da calciatrice. Però, un giorno venne al campo un dirigente del Roseto Girls, che militava in serie A2, e mi aprì il mondo».
Da qui il passaggio a Roseto. «Il destino ha voluto che esordissi (a 14 anni, ndr) in A2 a Firenze e segnai anche un gol», racconta divertita. Due anni a Roseto e poi al Picenum, in serie B. A 18 anni il salto al Bardolino Verona, campione d’Italia, dove però ha giocato poco, debuttando però in Champions League. Da Verona a Bolzano al SudTirol. «Vivevo a Trento dove ho finito il Liceo Artistico», ricorda Deborah che poi si è trasferita a Firenze. Era la stagione 2010-2011.
«Sono abruzzese orgogliosa di esserlo, ma mi sento un po’ fiorentina di adozione. Vivo qui da sei anni, mi sono integrata nella città. Ho conseguito la laurea triennale in Design e sto svolgendo la specializzazione biennale». Un’esperienza anche negli States: «Per tre anni ho giocato nel Ac Seattle nel campionato Wpsl che si svolge nei due mesi estivi di giungo e luglio, a Seattle appunto. Vincendo il primo anno l'evergreen cup e siamo andate a fare le finali (poi perse) a Sacramento (California).
Studio e calcio. «Non ci sono ingaggi, ma solo rimborsi. Niente a che vedere con il calcio maschile, tanto per intenderci». Però… «Però, da un paio d’anni quando la Fiorentina dei Della Valle ha acquisito la società di calcio femminile è cambiato tutto. C’è maggiore professionalità, a tal punto da sfiorare il professionismo. Cinque-sei allenamenti settimanali, partenza per le trasferte sin dal venerdì e quant’altro. C’è grande organizzazione che ha permesso di far emergere le qualità tecniche e caratteriali di un gruppo fantastico di cui sono onorata di far parte».
La famiglia cerca di esserle vicina. «Sabato erano tutti al Franchi, anche zio Giuseppe. Una soddisfazione grandissima». E un futuro tutto da scrivere. «Sarebbe bello proseguire questa avventura qui, vediamo…».
165 centimetri di altezza per 58 kg di peso; attaccante centrale a cui piace attaccare gli spazi e dotato di un buon stacco di testa. Con uno scudetto in bacheca e un futuro tutto da scrivere.