San Nicolò, secondo stop di fila

Una rete di Costantino decide la sfida a favore della Vis Pesaro
PESARO. Seconda sconfitta consecutiva del San Nicolò, che conserva il piazzamento play off. Ma la nota lieta di classifica non scrolla di dosso i pruriti di un ko episodico che si poteva evitare. E invece ha ragione l’ex Rocco Costantino. E ha ragione la Vis Pesaro, che vede avvicinarsi la salvezza diretta sull’onda della quinta vittoria casalinga consecutiva.
Si comincia senza il derby fratricida tra i fratelli Brighi. Perché il sannicolese Andrea è in campo da ex pesarese, mentre il vissino Marco è in tribuna infortunato, al fianco del più noto Matteo centrocampista del Bologna. E quello che osservano nel primo tempo è pochino. Il San Nicolò non concede nulla alla Vis, ma non va oltre una serie di conclusioni dalla distanza di Chiacchiarelli. La Vis fa ancora meno, ma nella ripresa sale di tono. E Amaolo ci vede lungo quando, con due cambi, indovina assist-man e goleador. Ruci, dopo un minuto e mezzo dal suo ingresso in campo, indovina una fuga decisiva sulla fascia con la complicità di Pretara, arriva sul fondo e mette l’assist per Costantino: 1-0. Dopo un altro giro di lancette è Rapino a fare la frittata. Sbaglia un disimpegno che innesca la fuga dell’altro ex Bartolini che costringe lo stesso Rapino al fallo. San Nicolò in 10, ma l’inferiorità numerica non la vede nessuno. Perché i teramani si riversano nella metà campo avversaria e creano pericoli. Due punizioni non vanno a bersaglio e poi arrivano le proteste furibonde per un rigore non concesso per contatto Procacci-Moretti. La pressione costringe a concedere il fianco. Ma solo una volta. E Calore è bravissimo a evitare la doppietta di Costantino. Sul fronte opposto non lo è da meno neanche il dirimpettaio Molinaro che al 90’ compie una parata decisiva su Merlonghi.
«Abbiamo fatto tutto noi», commenta Epifani, «perché sul gol abbiamo fatto un doppio errore. Prima sulla fascia e poi nel cuore dell’area abbiamo preso un gol da polli. Una volta in 10 siamo venuti fuori con quella voglia di pareggiare rischiando tutto e dove forse c’era un rigore clamoroso per noi. Dovevamo e potevamo fare di più».
Daniele Sacchi

