San Nicolò interrompe la serie positiva

9 Novembre 2015

Margarita si fa parare un rigore, portiere della Folgore sugli scudi

MONTEGRANARO. La marcia inarrestabile del San Nicolò si infrange contro le caparbie resistenze della Folgore Veregra. Non è bastato tutto un secondo tempo in superiorità numerica per ribaltare il passivo del primo tempo, diventato doppio cammin facendo. Ci si è messo del tempo anche a prendere le misure del tonico avversario marchigiano, sin dalle prime battute di gioco proiettato nella metà campo teramana grazie agli stantuffi d’attacco laterali Padovani e Nazziconi. Destatasi dalla pressione locale, ad ogni modo contenuta anche se con affanno, la squadra di Massimo Epifani va al tiro circa alla metà del tempo grazie a una punizione tagliata di Merlonghi, la cui traiettoria viene ben letta dall’estremo di casa Marani. Poco dopo, il numero 1 veregrense, uomo partita, vola ancora sulla rasoiata del 10 ma ecco la storia cambiare: contatto in area tra Giallonardo e Brighi: rosso e rigore. Il San Nicolò ha dunque la ghiotta occasione di passare in vantaggio dal dischetto. E in effetti Margarita una prima volta insacca, ma l’arbitro fa ripetere e il portiere compie un miracolo. Da cui nascono i presupposti del vantaggio: fuga di Padovani sulla destra, cross per Pedalino al limite dell’area che da centravanti puro controlla prima di lasciar partire un collo a infilarsi alle spalle di Calore (39’).

Il riposo porta consiglio a Epifani, va sfruttata per lo meno la superiorità numerica per ridimensionare il passivo. La scelta è il poker d’attacco con Massetti a sinistra, Merlonghi sul fronte opposto e il tandem Casolla-Margarita a operare centralmente. Casolla avrebbe anche la palla del pari, ripulita da una mischia in area, il tiro ravvicinato a colpo sicuro è preda del miracolo di Marani. Malauguratamente per il San Nicolò, ecco puntualmente rimaterializzarsi la legge del gol mangiato. La Folgore sfonda a destra, tracciante sul secondo palo e piatto implacabile di Padovani per il raddoppio (17’). La foto fedele della partita abruzzese è tutta nella percussione del subentrato D’Egidio, lesto a superare in serpentina parte della difesa ma sfortunato nel calciare sul palo. Non è giornata neanche per Rapino, che impatta la parte alta della traversa.

Paolo Gaudenzi