San Nicolò interrompe la serie positiva

Margarita si fa parare un rigore, portiere della Folgore sugli scudi
MONTEGRANARO. La marcia inarrestabile del San Nicolò si infrange contro le caparbie resistenze della Folgore Veregra. Non è bastato tutto un secondo tempo in superiorità numerica per ribaltare il passivo del primo tempo, diventato doppio cammin facendo. Ci si è messo del tempo anche a prendere le misure del tonico avversario marchigiano, sin dalle prime battute di gioco proiettato nella metà campo teramana grazie agli stantuffi d’attacco laterali Padovani e Nazziconi. Destatasi dalla pressione locale, ad ogni modo contenuta anche se con affanno, la squadra di Massimo Epifani va al tiro circa alla metà del tempo grazie a una punizione tagliata di Merlonghi, la cui traiettoria viene ben letta dall’estremo di casa Marani. Poco dopo, il numero 1 veregrense, uomo partita, vola ancora sulla rasoiata del 10 ma ecco la storia cambiare: contatto in area tra Giallonardo e Brighi: rosso e rigore. Il San Nicolò ha dunque la ghiotta occasione di passare in vantaggio dal dischetto. E in effetti Margarita una prima volta insacca, ma l’arbitro fa ripetere e il portiere compie un miracolo. Da cui nascono i presupposti del vantaggio: fuga di Padovani sulla destra, cross per Pedalino al limite dell’area che da centravanti puro controlla prima di lasciar partire un collo a infilarsi alle spalle di Calore (39’).
Il riposo porta consiglio a Epifani, va sfruttata per lo meno la superiorità numerica per ridimensionare il passivo. La scelta è il poker d’attacco con Massetti a sinistra, Merlonghi sul fronte opposto e il tandem Casolla-Margarita a operare centralmente. Casolla avrebbe anche la palla del pari, ripulita da una mischia in area, il tiro ravvicinato a colpo sicuro è preda del miracolo di Marani. Malauguratamente per il San Nicolò, ecco puntualmente rimaterializzarsi la legge del gol mangiato. La Folgore sfonda a destra, tracciante sul secondo palo e piatto implacabile di Padovani per il raddoppio (17’). La foto fedele della partita abruzzese è tutta nella percussione del subentrato D’Egidio, lesto a superare in serpentina parte della difesa ma sfortunato nel calciare sul palo. Non è giornata neanche per Rapino, che impatta la parte alta della traversa.
Paolo Gaudenzi

