Sandomenico, il settimo sigillo è per Conny

Dedica dell’attaccante alla fidanzata. «La sentenza? Non siamo spaventati, speriamo in uno sconto»
L’AQUILA. Contro l’Arezzo è stato ancora una volta decisivo il numero 7 dell’Aquila, Salvatore Sandomenico. Il folletto di Secondigliano ha salvato i suoi dalla sconfitta, siglando il settimo centro in campionato. Una rete che è arrivata poco dopo il suo avanzamento in campo da quinto di centrocampo a seconda punta. Una coincidenza? Il diretto interessato risponde con diplomazia in sala stampa.
«Quando il mister mi dice di fare l’esterno di centrocampo, io mi metto a disposizione per il bene della squadra. D’altronde l’importante è raggiungere l’obiettivo, cioè quello di portare punti a casa in ogni partita».
Poi è il momento di analizzare l’1-1 rimediato con i toscani di Capuano.
«Nel primo tempo l’Arezzo è riuscito ad arrivare sempre in anticipo sui palloni vaganti e noi abbiamo sofferto molto a prendere campo. Il gol di Tremolada ci ha scoraggiato un po’, ma il rigore sbagliato a fine primo tempo ha riacceso in noi la speranza di poterla pareggiare».
Nella ripresa, proprio Sandomenico ha tolto le castagne dal fuoco con il gol del definitivo 1-1. «A livello personale sono felice per la settima rete in campionato che voglio dedicare alla mia fidanzata, Conny».
L’attaccante aquilano parla poi dell’imminente sentenza del Tribunale federale nazionale che entro la fine della settimana sancirà la penalizzazione in classifica. «Noi pensiamo a preparare ogni singola partita, senza pensare ad altro. A fine campionato si tireranno le somme. Non siamo spaventati perché sapevamo sin dall’inizio che sarebbe arrivato questo momento. Speriamo solo che i punti siano di meno rispetto a quelli chiesti dalla Procura (31, ndc)».
È il turno, poi, del portiere rossoblù Francesco Scotti, arrivato nel mercato invernale, che ha bagnato il suo esordio casalingo allo stadio Fattori con quella parata su calcio di rigore che ha tenuto in vita L’Aquila nel finale di primo tempo. Scotti racconta così l’azione dagli undici metri: «Tremolada mi ha guardato fino alla fine e io ho cercato di non dargli vantaggi, restando immobile. Per fortuna ho individuato l’angolo giusto, il tiro non era molto preciso e sono riuscito a neutralizzarlo in due tempi».
Sul punto portato a casa, l’ex portiere del Forlì dice la sua. «Sapevamo di incontrare una squadra ostica, ma siamo riusciti comunque a raddrizzare una partita che si era messa male. D’altronde, guardando la classifica, affrontavamo una diretta concorrente alla corsa salvezza ed era fondamentale non perdere».(g.m.)
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