Sansovini: io e l’under 16 destinati a crescere

L’ex bomber al primo anno in panchina: «Ho un bel gruppo, devo ancora imparare a fare l’allenatore»
PESCARA. Sette punti in tre partite, con una gara contro l’Empoli da recuperare e un primato in classifica da difendere a denti stretti. L’avventura da allenatore di Marco Sansovini, sulla panchina dell’under 16 del Pescara, è partita col vento in poppa: «Non avevo aspettative», sottolinea l’ex bomber biancazzurro, «ma dopo aver conosciuto i ragazzi mi sono reso conto di avere in mano un gruppo con grandi margini, frutto del lavoro degli anni precedenti». La vittoria in casa della Fiorentina ha puntato i riflettori sulla squadra di Sansovini, che ha cominciato la nuova vita da allenatore solo da qualche mese: «Negli anni mi sono sempre interessato alla gestione di una squadra sotto tutti i punti di vista. Il periodo di lockdown mi ha aiutato a prendere la decisione di smettere col calcio giocato, nonostante l’avessi già maturata». Per tutti i tifosi, Marco Sansovini è una bandiera, emblema di una città racchiuso nel suo soprannome: il “Sindaco”. Per i ragazzi dell’under 16, invece, veste i panni dell’allenatore-educatore: «Sono stato fortunato ad aver trovato dei ragazzi molto disciplinati. Non solo in campo, ma anche a livello umano. Questo è fondamentale perché il mio compito, adesso, è quello di formarli singolarmente, cercando di inculcare direttive per affrontare la partita». La costruzione e la gestione del gruppo squadra sono ripartite con il preparatore atletico, Andrea Trapani, con quello dei portieri, Luigi Curci, ma anche con il fisioterapista Alessandro Pasquini e il team manager Antonello Di Russo. Il cammino dell’under 16, salvo imprevisti, ha in programma la sfida interna col Napoli, domenica. All’alba della sua carriera da allenatore, Sansovini ha ben chiaro il motivo per cui ha scelto di cominciare dai ragazzi: «Pur essendo stato giocatore, ho ancora tutto ad imparare. Mi porto dietro il mio bagaglio di esperienza, ma trasferire tutto ai ragazzi non è semplice. Al tempo stesso, però, ho la possibilità di sperimentare senza troppe pressioni». C’è spazio, infine, anche per una provocazione, o semplicemente uno di quei bei pensieri prima di andare a dormire: «Io sulla panchina del Pescara in prima squadra un giorno? Devo ancora imparare a fare l’allenatore», ammette Sansovini. «Lo sono solo da due mesi e se sarò bravo, come spero, vedremo. Non credo sia giusto rivolgerci un pensiero ora. Prima di immaginarmi su quella panchina, devo prima formarmi come allenatore».
Daniele Berardi
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