Sansovini: obiettivo terzo posto

11 Marzo 2016

Il doppio ex in forza alla Cremonese: la A diretta è utopia, meglio ragionare in chiave play off

PESCARA. In un momento delicato come questo, la sua esperienza sarebbe stata utilissima. Invece, da gennaio Marco Sansovini ha lasciato Pescara per accasarsi alla Cremonese, in Lega Pro. La panchina gli stava stretta, ma a tanti chilometri di distanza il suo cuore continua a battere per il Delfino.

Sansovini, come procede la nuova avventura?

«Bene, stiamo risalendo la classifica e ci auguriamo di agganciare il quarto posto che ora dista sei punti. È questo l'obiettivo della Cremonese che vuole tornare in B al più presto».

Domani ci sarà Pescara-Novara. Lei, da doppio ex, chi vede favorito?

«Sarà una partita equilibrata tra due grandi squadre. Il Pescara attraversa un periodo di difficoltà, ma ha le carte in regola per riscattarsi. Il Novara era forte anche nella passata stagione, poi ha rinforzato la rosa che non avrà difficoltà ad entrare nei play off. Consiglio ai biancazzurri di non perdere mai di vista Pablo González. L'ho visto bene negli ultimi tempi, quando è sereno fa la differenza».

Il Delfino annaspa. Quali sono le cause della crisi?

«Dall'esterno è sempre difficile individuare i motivi. In un campionato come quello di B una flessione è fisiologica, anche se nel caso del Pescara mi sembra esagerata. L'importante è ripartire con la consapevolezza di un essere forti. Il gruppo è unito, perciò sono sicuro che i miei ex compagni riusciranno ad invertire la rotta. Bisogna resistere alla critiche, tapparsi le orecchie e lavorare in silenzio».

A Vercelli Oddo ha dichiarato che nella sua squadra ci sono poche guide. Lei era una di queste, perché è andato via?

«Volevo giocare di più. Nella mia carriera non ho mai preteso una maglia da titolare, però mi aspettavo un po' più di considerazione. Va detto che in attacco stavamo facendo benissimo, quindi non potevo lamentarmi. Sono stato impiegato per pochissimi minuti, così ho scelto una nuova avventura. Non sarei mai rimasto a Pescara a rubare i soldi. Credo che sia una decisione legittima di un calciatore che sente di poter essere ancora utile».

Capitan Memushaj ha provato a convincerla sottolineando la sua importanza nello spogliatoio. Niente da fare.

«L'ho ringraziato per le belle parole spese nei miei confronti. Ma ormai avevo preso la decisione».

Domani Baroni tornerà all'Adriatico da avversario. Perché non è riuscito a conquistare i pescaresi?

«La piazza si aspettava un rendimento migliore. Forse ha inciso il fatto che la squadra non esprimeva un calcio spumeggiante, però alla fine i punti raccolti non sono stati pochi. Inoltre, non mi risulta che Carpi, Frosinone e Bologna giocassero in modo spettacolare, eppure sono andate in serie A».

A Vercelli è sfumata la promozione diretta. È d'accordo?

«Dire il contrario significherebbe prendere in giro i tifosi. Il Pescara deve concentrarsi sulla corsa al terzo posto che è fondamentale in ottica-spareggi. Novara e Cesena mi sembrano le squadre più temibili, anche se non bisogna sottovalutare nessuno. Non mi aspettavo di vedere così in alto l'Entella, ma sono felice per la società e per Aglietti che è un allenatore molto preparato».

A metà giugno diventerà papà per la seconda volta. Quando la rivedremo con la famiglia a Pescara?

«Presto. Sarà un'altra femminuccia, ma non abbiamo ancora scelto il nome. Nascerà ad inizio estate e speriamo di portarla subito a Pescara per trascorrere qualche giorno di vacanza. Dipenderà da lei. Se ci farà dormire, a fine giugno saremo da voi!»

Giovanni Tontodonati

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