Sansovini è una certezza, il Pescara può sognare

PESCARA. Tranquilli, ci pensa sempre lui. Con il Catania ha timbrato il cartellino, poi tre squilli a Chiavari e ieri sera non poteva mancare alla festa contro il Crotone. Marco Sansovini con un lampo squarcia la notte dell’Adriatico. Il Pescara vince 2-1 con il Crotone e vola sempre più in zona play off, al settimo posto in compagnia dello Spezia. E con tre lunghezze di vantaggio sulla coppia Lanciano-Perugia.
Gran gol quello del “Sindaco”, il quinto in tre partite e tutti in maniera diversa. Sansogol ha preso per mano il Pescara anche ieri sera. La partita non si era messa bene. Crotone manovriero, Pescara timoroso e poco lucido. Il gol di Memushaj poi ha ridato un po’ di fiducia, il pareggio di Ciano ha fatto venire i brividi al Delfino, ma non a Marco Sansovini. Che prende la mira, tira e gonfia la rete. Chapeau.
Baroni, per la seconda volta in campionato, conferma lo stesso undici, quello che ha travolto l’Entella a Chiavari. In campo ci sono anche i fratelli Zampano. Francesco nel Pescara e Giuseppe tra i calabresi. Ma non si incrociano mai, dato che entrambi giocano nell’out destro. Il Crotone arriva a Pescara da ultimo in classifica, ma per quello che fa vedere in campo non sembra proprio che meriti l’ultima piazza.
Il Delfino parte al piccolo trotto e non si intravede quella squadra affamata, grintosa, spregiudicata, sbarazzina che Marco Baroni vorrebbe. Rispetto alla gara con l’Entella, infatti, è un Delfino totalmente diverso. Lento, impacciato e quasi svogliato. Il Crotone corre, palleggia con grande disinvoltura e spesso con pochi tocchi arriva a rendere difficile la vita della retroguardia biancazzurra. Dezi, Maiello, Matute e Stoian viaggiano a una velocità superiore degli avversari. Quest’ultimo, ex di turno, fa venire il mal di testa a Zampano, che in un paio di occasioni viene saltato come un birillo dall’esterno romeno. I biancazzurri spesso sono in balìa dei calabresi, che hanno libertà di manovra. Zero pressing e poca lucidità, e il Crotone va a nozze. Non c’è mai pressione sul portatore di palla e la squadra di Drago ha grandi capacità di fraseggio, anche nello stretto. Al Pescara per uscire dal torpore occorrono 26’, ovvero quando Politano inventa la prima azione pericolosa, ma il suo tiro esce di poco fuori. Da qui al 31’ il Pescara è protagonista e sfiora il vantaggio in altre due occasioni; la prima di nuovo con Politano, su calcio di punizione respinto da Cordaz, poi sempre l’esterno scuola Roma con lo zampino di Memushaj.
Baroni decide di cambiare. Fuori Selasi e dentro Brugman e si passa al 4-3-3 a pochi spiccioli dall’intervallo. L’allenatore vuole cambi di gioco e geometrie e si affida all’estro dell’uruguaiano. Il Delfino sblocca dal dischetto con Memushaj, al 6’, ma si fa riacciuffare da Ciano che sfrutta alla grande l’assist di Martella (pinetese doc), anche se Zuparic non riesce ad intercettarlo. Pescara accusa il colpo, Memushaj e Bjarnason (verrà espulso al 40’) si beccano due gialli che gli faranno saltare la sfida con il Vicenza, visto che erano diffidati.
Il Crotone si compatta e il Pescara fa fatica, ma Massimo Drago non fa i conti con il numero 42 biancazzurro. Il suo sinistro, al 34’, è letale per i calabresi. Sansovini riceve palla da Caprari, prende la mira e trafigge Cordaz. Lo stadio esplode, Sansogol non sta nella pelle. Per lui il gol è sempre qualcosa di speciale anche per uno che ne ha fatti più di 50 con la maglia del Pescara. Per il “Sindaco” è un'emozione unica, ogni volta diversa.
Partita in ghiaccio? Nemmeno a dirlo. Sansogol segna, ma il suo compagno di reparto, Melchiorri, salva. Già perché il furbo attaccante di Macerata all’ultimo respiro salva sulla linea una conclusione dei calabresi. È l’ultimo brivido, poi la Nord alza i decibel ed esplode la festa. Il “Sindaco” è in prima fila.
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